lunedì 26 aprile 2010

TRAVOLTI DA UN'ONDATA BLU', ASPETTANDO DI RADDOOPPIARE COL PRIMO MAGGIO!

COMUNICATO STAMPA

Centomila firme in 48 ore, parte alla grande la raccolta firme per i referendum
Il Comitato Promotore: “Un risveglio civile che parte dall’acqua”


Una partenza straordinaria quella della raccolta firme per i referendum per l’acqua pubblica.
Più che raddoppiato l’obiettivo che il Comitato promotore si era dato alla vigilia del lancio. Sono infatti oltre centomila le firme raccolte nel fine settimana della Liberazione in centinaia di piazze italiane.
Una mobilitazione impressionante che ha visto lunghe file ai banchetti di tutte le città e dei paesi. Un folla consapevole e determinata, che in alcuni casi ha fatto anche diversi chilometri per trovare il banchetto più vicino a casa (l’elenco completo è su www.acquabenecomune.org).
Oltre 12mila firme in un solo giorno in Puglia, 10mila a Roma, 4mila firme a Torino città, 3500 a Bologna, 2500 a Milano. Dati impressionanti dalle piccole città: 4200 firme a Savona e provincia, 2mila firma a Latina e Modena, oltre 1500 ad Arezzo e Reggio Emilia. Dati sorprendenti sui paesi 1300 firma ad Altamura, 850 a Lamezia Terme.
Molti sindaci e amministratori hanno firmato in piazza, tra cui i sindaci di Ravenna ed Arezzo (entrambi Pd). In Molise Monsignor Giancarlo Bregantini (Arcivescovo metropolita di Campobasso) ha firmato in rappresentanza dei 4 vescovi delle Diocesi della Provincia.
Il comitato promotore esprime tutta la sua soddisfazione per il successo delle iniziative. Siamo di fronte ad un vero e proprio risveglio civile, un risveglio che parte da associazioni e da cittadini liberi, un risveglio che parte dall’acqua.

Un po' deludente la raccolta firme a Brescia che ha quale obiettivo almeno 15.000 firme nel periodo interessato ma che per ragioni organizzative non ha potuto sfruttare la giornata riservata al XXV Aprile. Grande attesa però per il I° Maggio dove la Cgil saprà certamente sfruttare l'occasione insieme a tutte le realtà disseminate sul territorio.

venerdì 23 aprile 2010

I privatizzatori iniziano a sgomitare ! Caltagirone sale in Acea.

Laura Serafini
Da Il Sole24Ore
Francesco Gaetano Caltagirone supera la soglia del 10 per cento nel capitale di Acea. E diventa il secondo azionista dell'utility capitolina dopo il Comune di Roma, scavalcando i francesi di Gdf-Suez cui fa capo il 9,98% di Acea. L'operazione sarebbe già stata realizzata e potrebbe essere ufficializzata nelle prossime ore. L'imprenditore-editore romano ha comprato sul mercato un altro 1 per cento circa rispetto all'8,45 per cento posseduto attualmente e al quale era arrivato nei mesi scorsi durante la fase più critica dello scontro tra la società e gli azionisti francesi.
La crescita nel capitale arriva a pochi giorni dall'assemblea, convocata per il 29 aprile, chiamata a rinnovare il vertice dell'azienda. Ma soprattutto in concomitanza con un momento cruciale dei rapporti con i francesi, ai quali l'imprenditore sembra voler mandare un segnale chiaro: ormai il socio d'oltralpe non è più il partner strategico di riferimento del Comune per cui le decisioni sul futuro dell'utility devono passare anche per Caltagirone.
A questo scopo l'imprenditore ha rinforzato i suoi presidi nel consiglio di amministrazione: nella lista per il board figurano il figlio (per quanto qualificato come consigliere indipendente), Francesco Caltagirone Jr, presidente e amministratore delegato di Cementir, e Paolo Di Benedetto, ex commissario Consob che si era dimesso a fine marzo dall'Authority anticipatamente rispetto alla scadenza del suo mandato.
D'ora in avanti, dunque, i rappresentanti di Caltagirone in cda non saranno chiamati solo a prendere atto delle strategie del vertice ma anche ad avere un ruolo attivo e propositivo. L'altro messaggio che s'intravede dietro l'operazione è che Caltagirone non ha bisogno di aspettare la cessione delle quote del Comune per crescere nel capitale e dire la propria in Acea.
Non è un caso, a questo proposito, che si sia deciso di spostare ulteriormente nel tempo il momento in cui prendere una decisione definitiva sui rapporti con Gdf-Suez: dunque se notificare ai soci finalmente l'avvio arbitrato deliberato dal cda nelle scorse settimane oppure trovare una mediazione per ridefinire in via consensuale equilibri di potere e business nell'ambito delle joint-venture sulla produzione e vendita di energia elettrica.
In occasione dell'ultimo cda di bilancio di fine marzo il vertice di Acea aveva fatto sapere che intendeva arrivare a una risoluzione prima dell'assemblea di bilancio e a questo scopo erano circolate indiscrezioni a proposito della convocazione di un cda straordinario nei giorni precedenti il meeting degli azionisti. Ma del cda non c'è traccia e tantomento di decisioni definitive.
Nel frattempo i legali dell'Apa, l'associazione dei piccoli azionisti, hanno presentato ricorso al Tar contro la delibera del Comune di Roma che ha modifica l'articolo 15 dello Statuto – e di conseguenza anche la delibera dell'assemblea Acea del 22 marzo – che rivede le modalità di elezione del consiglio di amministrazione, assegnando nei fatto tutti i posti di minoranza del cda ai due maggiori azionisti privati di Acea.

22 Aprile 2010

lunedì 19 aprile 2010

ACQUA E PETROLIO!

ACQUA POTABILE ALGA TOSSICA DIGHE CENTRALI TERMOELETTRICHE,

dall'incontro pubblico sull'Acqua di ieri 16 Aprile a Messina.
L'Acqua ed i collegamenti col Petrolio

In Sicilia vi sono 5 Raffinerie, inaudito per un territorio così piccolo, in Italia ve ne sono 6 ed in Sardegna 1.
In Sicilia non manca l'Acqua anzi ne è ricchissima, ma queste riserve di acqua pregiatissima (Erice era nota fin dall'antichità per la qualità delle sue acque) vengono usate per la raffinazione della materia grezza di petrolio in carburante, benzina etc...Petrolio che arriva da Iran, Iraq dal Quwait
che esportano coplessivamente 400 milioni di tonnelate di petrolio all'anno di cui 50 milioni di tonnelate arrivano in Sicilia.
Attribuire la mancanza dell'acqua alla siccità è una falsità dell'informazione.
Infatti il 50 % DELL'ACQUA POTABILE viene assorbita dalle 5 RAFFINERIE DELL'ISOLA per trasformare il prodotto grezzo in carburante

Augusta, Mellili Priolo tre raffinerie una accanto all'altra. concentrate in un comprensorio di ca 20 km, tre raffinerie ed una centrale Enel che ricava l'energia dagli oli di scarto della raffinazione del petrolio adducendo un inquinamento mostruoso all'ambiente. La baia di Augusta, a sud-ovest dell'Isola è stato trasformata nel più grande insediamento industriale d'Europa Le falde acquifere sono tutte inquinate,
L'insediamento archeologico del 1.550 aCr. è diventata una discarica a cielo aperto.
Dai pozzi esce acqua mescolata insieme a benzene

A Gela si raffinano 10.milioni di tonnelate di petrolio, l'unica che raffina petrolio con zolfo, assorbe. tutta l'Acqua potabile che scende dalla montagna, quella che viene dalle rocce, dai boschi, dalle falde del massicio vulcanico degli Erei, un'Acqua pregiatissima, che viene assorbita dalla raffineria,
mentre i Gelesi sono costretti a bere l'Acqua del dissalatore, la cosa assurda che il dissalatore viene fornito dalla stessa rafineria. Ma è umano tutto questo? La salute dell'intera popolazione dei suoi attuali abitanti e delle generazioni future della fauna della flora, dell'intera catena alimentare.è minata dalla grande concentrazione di inquinamento, E' uno uno sterminio!
E' una condizione insostebinile per la popolazione che non viene ascoltata, nonostante a Mellili la popolazione tutta è coinvolta da anni in un'assidua battaglia allo stabilimento che vuole oltrettutto un rigassificatore davanti ad uno dei tre petrolchimici del comprensorio industriale.

Un'altra abominia è l'inquinamento dei laghi che viene sistematicamente censurata, sono laghi che si sono formati in concomitanza di dighe e sono stati trasformati in serbatoi per l' acqua da bere e per l'irrigazione, man mano che i laghi si contagiano per la pericolosissima alga rossa che produce in breve tempo cancro al fegato e morte, cala un silenzio pauroso.

Miscemi, un altro piccolo paese, dentro le grotte che attraversano
la roccia sotto il paese vi sono basi militari gigantesche,
radar per il controllo del Mediterraneo e dighe che vengono deviate verso la raffineria


Inquinamento dei laghi con l'alga rossa in Sicilia/ nessuno dei politici Italiani Siciliani che si occupano dell'ambiente ne parla
Neanche nei forum sull'ambiente salute e legalità che si è tenuto a Roma lo scorso 5 Marzo. (eppure è siciliano!!!)

giovedì 1 aprile 2010

Inverno “freddo”?

Inverno “freddo”? Per la Noaa è stato il quinto globalmente più caldo dall’inizio delle misurazioni
Ma è il caos climatico: copertura nevosa nell’emisfero nord seconda per estensione dal 1967, gelo negli Usa, caldo-record in Australia occidentale

Riccardo Mostardini
FIRENZE. «Un nuovo 1985». «Inverno tra i più freddi di sempre». «Altro che global warming: il climatologo spiega perché sta arrivando una nuova glaciazione»: ma dopo un inverno che, sia sull'Europa sia sul Nordamerica, ha mostrato una faccia rigida come (a livello di percezione popolare) non si vedeva da tempo, ecco però che i primi bilanci ufficiali mostrano una realtà ben diversa da quella che molti (sia in buona fede, sia non) avevano tentato di far credere all'opinione pubblica.
Per l'Italia, anzitutto, vanno ribaditi i dati Isac-Cnr che (vedi link in fondo alla pagina) indicano un inverno 2009/10 caratterizzato da un'anomalia positiva di 0,17°: anche se il dato va interpretato alla luce di una forte discrepanza tra il centro-nord (lieve anomalia negativa) e l'anomalia positiva al centro-sud, comunque si è trattato, termicamente, del 52° inverno italiano più caldo (cioè il 160° più freddo) dal 1800. In termini precipitativi, invece, l'inverno appena trascorso ha visto anomalie positive medie del 39% sull'Italia, dato che pone l'annata al 23° posto delle stagioni più piovose degli ultimi due secoli.
Per il pianeta nella sua globalità, i dati Noaa (che a inizio marzo avevano indicato un inverno statunitense che nel 63% del territorio era stato sotto la media termica, e nel corso del quale erano perfino caduti alcuni record secolari di freddo, come in Texas e in Florida) testimoniano che quello chiamato da molti "l'inverno record" è in realtà stata la quinta stagione invernale più calda dall'inizio delle misurazioni ufficiali (cioè dal 1880, per quanto attiene al territorio statunitense).
Più specificatamente, la temperatura media planetaria è stata 0,57° C superiore alla media: per le sole terre emerse, l'anomalia ha toccato gli 0,64° (il 13° inverno più caldo, per le terre emerse), mentre per i mari si è sfiorato il record di calore, pur con un'anomalia più contenuta rispetto alle terre emerse, a causa del forte calore specifico dell'acqua: gli 0,54° sopra la media rappresentano infatti, per gli oceani, il secondo valore record dopo il 1998.
E il dato sui mari acquisisce particolare significato se consideriamo che le previsioni annuali del Met-Office, che con stupefacente (ma dimostrata dai numeri) attendibilità pubblica ogni anno stime sulla temperatura media dell'anno a venire e che per il 2010 ha previsto un'annata record per le temperature, si basano prevalentemente proprio sullo status termico dei mari del pianeta.
La Noaa riporta anche il dato sulla banchisa artica (che a febbraio - vicino al momento del picco annuale - aveva un'estensione inferiore del 6,8% alla media 1979-2000, la quarta minore estensione dall'inizio delle misurazioni), quello sulla banchisa antartica (che ne conferma il lieve trend positivo, con un'estensione superiore alla media del 7,3% - l'8° maggiore nei record), e soprattutto viene reso noto anche il dato sulla copertura nevosa nell'emisfero nord, che nell'inverno appena terminato è stata la seconda maggiore - dopo il 1978 - dall'inizio delle relative misurazioni (1967) per il pianeta nella sua globalità, e la più estesa di sempre per quanto riguarda il territorio americano.
In definitiva, quindi, emerge un apparente paradosso: in molte zone del mondo (compresa l'Italia centrosettentrionale) l'annata è stata fredda e nevosa, ma le temperature globali sono state comunque superiori alla media, anche per quanto riguarda le terre emerse. Eppure, nelle cronache dei media scritti o radio-televisivi si è parlato quasi esclusivamente di "inverno gelido": ciò è stato causato probabilmente, oltre che dal sempre maggiore dilagare della pubblicistica clima-scettica (che aveva ed ha tutto l'interesse a parlare di rigidità dell'inverno) e dal fatto che le grandi nevicate fanno più notizia rispetto all'inverno mite, da un black-out comunicativo che si è creato nel corso della stagione: al freddo inverno che ha colpito l'Italia settentrionale ha fatto sponda un inverno molto mite nel sud, ma ciò che i media hanno prevalentemente riportato (anche per considerazioni "geo-mediatiche" legate al fatto che buona parte dei principali telegiornali - almeno quelli privati - e delle cronache stampate vengono prodotti al nord) è stato prevalentemente improntato alla descrizione dei rigori dell'inverno.
Allo stesso modo, l'inverno freddo che - riporta la Noaa - ha colpito gli Usa (oltre ad Europa centro-settentrionale, Russia, Messico, parti dell'America meridionale) è stato contemporaneamente la stagione estiva più calda nei record per quanto riguarda l'Australia occidentale, e in generale comunque i mari hanno proseguito il loro trend di riscaldamento: eppure, anche negli Stati Uniti e in gran parte dell'opinione pubblica del mondo occidentale l'inverno appena terminato sarà ricordato come una delle stagioni più fredde mai viste da decenni.
E anche il dato sulla copertura nevosa-record, in questo contesto climatico, va visto più probabilmente come una conferma degli effetti caotici del surriscaldamento globale, più che come una sua temporanea eccezione: ma il bilancio a questo riguardo avrà corso (e senso) scientifico solo nei prossimi anni.
Ed ecco che quindi, se davvero le citate previsioni del Met-Office dovessero (come negli anni passati) rivelarsi veritiere - e lo vedremo a dicembre - potremmo essere entrati nell'anno più variabile, oltre che più ingannevole, dall'inizio delle misurazioni: l'inverno che ha battuto vari record di freddo e soprattutto di neve (almeno in alcune zone) potrebbe essere solo l'incipit dell'anno globalmente più caldo dall'inizio delle misurazioni. Un dato che - letto così - non può che destare preoccupazioni per lo stato del clima nei decenni a venire, ma che in primo luogo va interpretato come (l'ennesima) clamorosa smentita delle affermazioni dei tanti che avevano - anche a livello scientifico, e non solo di discussione da bar - già iniziato a parlare di "fine del global warming", davanti ad un inverno che si credeva freddo, ma che - dati alla mano - freddo non era.
Acqua e biodiversità, zone umide e foreste essenziali per l’uomo e la sua salute

LIVORNO. In occasione della giornata mondiale dell'acqua, la Convention on biological diversity (Cbd) ha presentato il rapporto "Water, Wetlands and Forests: A Review of Ecological, Economic and Policy Linkages", realizzato in collaborazione con la Convenzione Ramsar, e che sottolinea il ruolo essenziale svolto dalle zone umide e dalle foreste nel mantenimento della qualità e della disponibilità dell'acqua, uno sei servizi ambientali alla base della vita degli esseri umani. Presentando il rapporto, il segretario esecutivo della Cbd, Ahmed Djoghlaf, ha detto: «I legami tra l'acqua, le zone umide e le foreste sono un esempio che dimostra l'importanza di gestire gli ecosistemi nella loro interezza. Questo non solo nell'obiettivo di proteggere le loro caratteristiche ecologiche, ma anche le risorse di acqua dolce e I servizi ecologici connessi che sono così vitali per l'attività umana sulla terra. Questa pubblicazione fornisce informazioni utili a questo riguardo e incoraggerà maggiormente e rafforzerà la cooperazione tra la moltitudine delle Parti interessate, coinvolte nella protezione delle risorse di acqua dolce del nostro pianeta e degli ecosistemi interdipendenti».
Non a caso il tema della giornata dell'acqua di quest'anno al tema "acqua pulita per un mondo sano" che è strettamente collegato alle iniziative in calendario per l'Anno internazionale della biodiversità vista anche come benessere per gli esseri umani.
«Nel nostro mondo in rapida urbanizzazione, l'acqua pulita è una derrata preziosa che possiede un valore economico superiore al denaro ottenuto con l'abbattimento totale delle foreste o delle zone umide da cui proviene», dice la Cdb. Il rapporto dimostra che «le foreste e le zone umide intatte assicurano un approvvigionamento di acqua pulita e sicura per il consumo. La gestione ambientale inadeguata di questi ecosistemi, però, produce sovente un'acqua di minore qualità. Delle cifre considerevoli vengono spese per rettificare questo problema, spesso con infrastrutture di trattamento dell'acqua costose. Questo denaro sarebbe spesso meglio investito nel ripristino della capacità dell'ambiente naturale di regolare il problema per conto nostro». La Cbd fa l'esempio di New York, che avrebbe dovuto spendere tra i 4 e 6 miliardi di dollari per l'acqua del bacino Catskill/Delaware ma che con un approccio di gestione integrata delle risorse idriche si assicurerà acqua pulita a solo un miliardo di dollari.
La possibilità di avere acqua pulita sta diventando sempre più importante, anche per i governi. Secondo un recente sondaggio, l'acqua potabile è la prima preoccupazione ambientale per gli statunitensi: il 59% dice di essere molto preoccupato per l'acqua, mentre solo il 34% è più preoccupato dei cambiamenti climatici.
Ma molti cittadini dei Paesi ricchi danno l'acqua per acquisita - dice la Cbd - Poche persone si fermano a pensare da dove provenga e sul gioco che gioca per la biodiversità per fornirla».
Ma l'impatto dei consumi si sta rivelando insostenibile per il resto degli esseri viventi: l'utilizzo dell'acqua aumenta due volte più velocemente della già rapida crescita della popolazione mondiale, «Quindi - sottolinea il rapporto - è vitale che comprendiamo i legami tra l'acqua, le zone umide e le foreste e che gestiamo conseguentemente i nostri ecosistemi. Le acque interne sono i tipi di ecosistema più minacciati di tutti. Dal 1900 sono scomparse più della metà delle zone umide mondiali. Anche la deforestazione costituisce una grande minaccia per la quantità e la qualità dell'acqua dolce. Le tendenze recenti riguardanti la disponibilità di acqua e la sua qualità sono allarmanti. Ogni giorno , più di una persona su 6 sul pianeta non ha accesso a dell'acqua potabile sicura. Le stime suggeriscono che, entro il 2025, I due terzi della popolazione mondiale vivrà in zone ad altro stress idrico, con circa 1,8 miliardi di persone che vivranno in regioni quasi completamente deprivate di acqua».
Il rapporto fornisce alcuni dati centrali che rappresentano altrettante sfide per una gestione sostenibile dell'acqua potabile: circa un terzo delle più grandi città del mondo ottengono una porzione significativa del loro approvvigionamento di acqua potabile da zone forestali protette; L'acqua, le zone umide e le foreste interagiscono per realizzare degli ecosistemi produttivi e in salute. Le foreste e le zone umide aiutano a raccogliere ed immagazzinare l'acqua per attenuare le inondazioni nei periodi di forti piogge e per assicurare una riserva di acqua costante durante le stagioni più secche. Diverse foreste dipendono dalle acque sotterranee per la loro sopravvivenza e contano sulle zone umide per ricostruirle. Non esistono frontiere chiare tra questi ecosistemi, infatti molte delle nostre foreste sono situate dentro le zone umide; Esistono diversi legami economici cruciali. Per esempio, la funzione di controllo dell'acqua delle foreste contribuisce in maniera significativa al loro valore e questo valore può superare quello del legname abbattuto, del turismo e dello stoccaggio del carbonio messi insieme; La cattiva gestione delle foreste e delle zone umide può colpire negativamente la qualità dell'acqua e la biodiversità. Quindi, è essenziale che i responsabili politici prendano in considerazione gli interi ecosistemi, al fine di includere convenientemente gli impatti che avranno la gestione e le pratiche su tutto l'ecosistema; le foreste controllano l'erosione del suolo e l'inquinamento, prevenendo così la desertificazione e la salinizzazione.

PARTE LA RACCOLTA FIRME PER IL REFERENDUM CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA

Fronte trasversale e coeso!

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
ATTAC ITALIA


ARCI


COMITATO ITALIANO PER IL CONTRATTO MONDIALE PER L’ACQUA


MANI TESE


YAKU


A SUD


CEVI


MEDICINA DEMOCRATICA


DIOCESI DI TERMOLI LARINO


CONFEDERAZIONE COBAS


RDB ENERGIA


ACU – ASSOCIAZIONE CONSUMATORI E UTENTI


ASSOCIAZIONE MICHELE MANCINO


ASSOCIAZIONE LIBLAB


LIBERACQUA - COMITATO CIVICO PER LA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA


COORDINAMENTO ROMANO ACQUA PUBBLICA


FORUM TOSCANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA


ABRUZZO SOCIAL FORUM


COMITATO UMBRO ACQUA PUBBLICA


COORDINAMENTO CAMPANO ACQUA PUBBLICA


COMITATO PUGLIESE “ACQUA BENE COMUNE”


COORDINAMENTO REGIONALE ACQUA PUBBLICA BASILICATA


COORDINAMENTO CALABRESE ACQUA PUBBLICA “BRUNO ARCURI”

FORUM SICILIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA


COORDINAMENTO MOLISE ACQUA PUBBLICA


COMITATI TERRITORIALI PER L’ACQUA PUBBLICA



ACLI
ACRA
ACTION MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA
ADUSBEF
AGESCI
AIM GIOSEF
ALTRECONOMIA
ASSOCIAZIONE 5/12 (Popolo viola)
ASSOCIAZIONE ACLI TERRA
ASSOCIAZIONE AMANI NYAYO ONLUS DI LUCCA
ASSOCIAZIONE ART.3
ASSOCIAZIONE AUSER VOLONTARIATO CASERTA
ASSOCIAZIONE BOTTEGHE DEL MONDO
ASSOCIAZIONE CONDIVIDI
ASSOCIAZIONE CULTURALE BENKADI
ASSOCIAZIONE CULTURALE PUNTO ROSSO FMA
ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE SPAZIO ETICO
ASSOCIAZIONE GANDHI (TE) ASSOCIAZIONE ITALIANA AMICI DI RAOUL FOLLEREAU
ASSOCIAZIONE ITALIANA ESPOSTI AMIANTO DEL LAZIO
ASSOCIAZIONE LEGAMBIENTE VOLONTARIATO ECOPOLIS TORINO
ASSOCIAZIONE LIBERACITTADINANZA RETE DEI GIROTONDI E MOVIMENTI
ASSOCIAZIONE MALATTIE DA INTOSSICAZIONE CRONICA E/O AMBIENTALE
ASSOCIAZIONE "MURALES" DI FONDI
ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI COMUNI VIRTUOSI
ASSOCIAZIONE NEWORLD ROMA
ASSOCIAZIONE ONG ITALIANE
ASSOCIAZIONE POLITICO - CULTURALE BUSSOLENO PROVACI
ASSOCIAZIONE POLITICO-CULTURALE “LARINOVIVA”-CAMPOBASSO
ASSOCIAZIONE SOLIDARIETA’ E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE LVIA
ATENEI IN RIVOLTA - COLLETTIVI UNIVERSITARI
AUSER
AUSER FRIULI VENEZIA GIULIA
BEATI I COSTRUTTORI DI PACE
C.S.A. LA TORRE
CAMPAGNA NON BRUCIAMOCI IL FUTURO
CAMPAGNA PER LA RIFORMA DELLA BANCA MONDIALE
CARTA
CASA DEL CONSUMATORE- ASSOCIAZIONE A TUTELA DEI DIRITTI DEI CONSUMATORI (SA)
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE DON TONINO BELLO FAENZA
CIRCOLO ACLI CASERTA
CIRCOLO AMBIENTE "ILARIA ALPI
CITTADINANZATTIVA CASERTA
COCIS-COORDINAMENTO DELLE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO
COLLEGAMENTO CAMPANO ANTICAMORRA
COMITATO CITTADINO SAN GIORGIO A CREMANO COMITATO DI QUARTIERE "VLLANOVA" (FALCONARA M.-AN) COMITATO ITALIA AMIGOS MOVIMENTO SEM TERRA
COMITATO NO EXPO
COMITATO PATERNO’ PULITA
COMITATO PER I BENI COMUNI DI PORTICI
COMITATO RODOTA’ PER I BENI COMUNI
COMITATO SPOANTANEO PER LA PACE FAENZA
COMITATO TUTELA AMBIENTE DI SASSO FERRATO E SAN DONATO DI FABRIANO
COMMERCIO ALTERNATIVO SOC. COOP - FERRARA
COMMISSIONE GIUSTIZIA, PACE E INTEGRITA’ DEL CREATO DELLA DELLA CIMI
CONFERENZA DEGLI ISTITUTI MISSIONARI IN ITALIA (CIMI)
CONSORZIO CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA
COOPERATIVA "E PAPPECI"
COORDINAMENTO NAZIONALE ENTI LOCALI PER L’ACQUA BENE COMUNE E LA GESTIONE PUBBLICA DEL SERVIZIO IDRICO
COORDINAMENTO NAZIONALE COMUNITA’ DI ACCOGLIENZA - CNCA
COORDINAMENTO PROVINCIALE DI NOVARA DI LIBERA
ECOISTITUTO DELLA VALLE DEL TICINO
EMMAUS ITALIA
EMMAUS ROMA
FAIR
FEDERAZIONE DELLE CHIESE EVANGELICHE IN ITALIA
FEDERAZIONE RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE
FEDERCASALINGHE
FEDERCONSUMATORI
FIBA CISL - FEDERAZIONE ITALIANA BANCARI E ASSICURATIVI DELLA CISL
FOCSIV VOLONTARI NEL MONDO
FORUM AMBIENTALISTA
G.A.S. PANZE IN PACE, VALSUGANA (TN)
GEOLOGI NEL MONDO
GEOLOGIA SENZA FRONTIERE
GIOVENTU’ ATTIVA
IL MANIFESTO
IL SALVAGENTE
KOINE’ MEDITERRANEA
L.O.A. ACROBAX
L’UNITA’
LEFT
LEGAMBIENTE
LEGAMBIENTE CASERTA
LEGAMBIENTE FERMO-VALDASO ONLUS
LIBERA
LIBERA TARANTO
LIBERAZIONE
MEET UP AMICI DI BEPPE GRILLO
MOUNTAIN WILDERNESS
MOVIMENTO CONSUMATORI
MOVIMENTO D’AGAPE
MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO –COORDINAMENTO REGIONALE PER L’UMBRIA
MOVIMENTO NAZIONALE STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO
MOVIMENTO NO TAV VAL DI SUSA
MOVIMENTO PER LA DECRESCITA FELICE
MOVIMENTO POPOLARE DELL’ESTREMO SUD
NETWORK RIPRENDIAMOCI IL PIANETA
ONDAVERDE ONLUS
OSSERVATORIO PER LA PACE DEL COMUNE DI CAPANNORI
PAX CHRISTI
POPOLO VIOLA PISA
PRESIDIO NO DAL MOLIN – VICENZA
RADIO TP-TUTTO PUBBLICITA’ (PG)
RDB SDL - SALERNO
REORIENT ONLUS ROMA
RETE @SINISTRA
RETE DEI GRUPPI D’ACQUISTO SOLIDALI (GAS) DEL LAZIO
RETE DEI MOVIMENTI E COMITATI VESUVIANI
RETE LILLIPUT NODO NAPOLI
RETE LILLIPUT NODO FERRARA
RETE NO PONTE
RETE RADIÉ RESCH
RETE VENETA COMITATI E ASSOCIAZIONI PER LA DIFESA DELL’AMBIENTE, DEL TERRITORIO E DELLA SALUTE
RETI DI PACE
RINASCITA DELLA SINISTRA
RIVISTAOLTRE
SCUOLA DI PACE DON PEPPE DIANA DI CASAL DI PRINCIPE
SERMAIS - SOCIETA’ CIVILE RESPONSABILE
SEZIONE A.N.P.I. “GIUSEPPE BARTOLI" DI BRISIGHELLA
SINISTRAPLURALE UMBRA - RETE@SINISTRA UMBRIA
SINISTRA UNIVERSITARIA-UDU FIRENZE
SOGNATORI IN CANTIERE
SOLIDARIETA’ E COOPERAZIONE – CIPSI
TERRA TERRA
TERRA
VERDI AMBIENTE E SOCIETÀ – VAS ONLUS
VERROSPIA
WWF






IL JESUIT SOCIAL NETWORK ITALIA SOSTIENE L’INIZIATIVA REFERENDARIA



LA CGIL CONDIVIDE LA BATTAGLIA PER L’ACQUA, PERCHÈ RIMANGA UN BENE PUBBLICO ESSENZIALE QUALE DIRITTO UNIVERSALE
LA FP CGIL SOSTIENE L’INIZIATIVA REFERENDARIA






COMITATO DI SOSTEGNO-ENTI NAZIONALI:
FEDERAZIONE DEI VERDI
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
ITALIA UNITA
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
SINISTRA CRITICA
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’



COMITATO DI SOSTEGNO-ENTI TERRITORIALI


FEDERAZIONE DEI VERDI DI PUGLIA
FEDERAZIONE DEI VERDI DI CESENA
GIOVANI DEMOCRATICI DELLE MARCHE
LISTA CIVICA PROGETTO PER AMMINISTRARE COMO (P.A.CO)
LISTA I.D.E.A. PER IL VENETO
LISTA CIVICA “STARANZANO PARTECIPA”
MOVIMENTO 5 STELLE PALERMO
MOVIMENTO CIVICO "LEALI A SPIGNO – PROGRESSISTI"
PARTITO DEMOCRATICO DELLA CITTÀ DI CATANZARO