Attività istituzionale AQUA ALMA ONLUS

  • LA NOSTRA ATTIVITA' ISTITUZIONALE, PERCORSI DIDATTICI ED INCONTRI PUBBLICI: :
  • 14 Maggio Progetto Didattico Scuola Secondaria Relatore: Davide Dattola.
  • 16 Maggio Progetto Didattico Scuola Secondaria Relatore: Marcello Zane.
  • 23 Maggio Incontro Pubblico: Il Chiese e il Naviglio e la salubrità delle acque.

domenica 20 maggio 2012

Anche in Toscana la campagna Obbedienza Civile prende forza

Campagna di obbedienza civile nel Comprensorio del Cuoio

Campagna di obbedienza civile nel Comprensorio del Cuoio


Comunicato Stampa inviato da Forum Movimenti Acqua Valdarno Inferiore 17/04/2012
Entra nel vivo anche nel Comprensorio del Cuoio la campagna di “Obbedienza Civile” promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Dopo l'apertura dei lavori, che hanno visto anche nei nostri cinque comuni il primo coinvolgimento di numerosi cittadini e cittadine nell'iniziativa di autoriduzione delle bollette nel rispetto dei referendum del giugno 2011, il Forum del Valdarno Inferiore organizza la prima di una serie di numerose assemblee pubbliche al fine di sensibilizzare la popolazione.
Se non saranno le istituzioni a far rispettare l’esito del referendum, saranno le cittadine e i cittadini a farlo. Per questo lanciamo la campagna di obbedienza civile: ovvero il rispetto della volontà popolare eliminando il profitto dalle bollette.
Il referendum era stato proposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dell’acqua non si devono fare profitti! E la risposta dei cittadini (95,8% a favore della cancellazione del profitto) non lascia alcun dubbio sull’opinione, praticamente unanime, del popolo italiano. Oggi, a distanza di alcuni mesi, risulta che, in tutto il territorio nazionale, nessun gestore abbia applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio 2011, diminuendo le tariffe del servizio idrico.
Questo non può essere accettato!
Perciò chiediamo a tutti i cittadini italiani utenti del servizio idrico di aderire alla campagna di “obbedienza civile”, che consiste nel pagare le bollette, relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della “remunerazione del capitale investito”. E’ stata chiamata di “obbedienza civile” perché non si tratta di “disubbidire” ad una legge ingiusta, ma di “obbedire” alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari.
La prima assemblea pubblica nella Zona del Cuoio sarà a San Miniato, proprio nel comune che recentemente è balzato all'onore delle cronache per il numero impressionante di piombature dovute a insolvenza. L'appuntamento, rivolto a tutti, è per GIOVEDI' 19 ALLE ORE 21,30 presso la Biblioteca Emilio Pallesi al secondo piano della casa del popolo di Ponte a Egola in via della gioventù 3. Tutti coloro che sono interessati alla campagna e hanno già interesse a partecipare attivamente, possono venire muniti della propria bolletta.
Vi aspettiamo numerosi!
Forum Movimenti Acqua Valdarno Inferiore


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sabato 19 maggio 2012

Continua la Campagna di Obbedienza civile!

ampagna OBBEDIENZA CIVILe 

Acqua e referendum Contestate le bollette

Continua la Campagna di Obbedienza Civile avviata a Modena nel febbraio scorso a favore di una gestione dell’acqua lontana dagli interessi di mercato e dalle logiche di profitto. Dopo il presidio di...
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      di Sabrina Fiorini
      Continua la Campagna di Obbedienza Civile avviata a Modena nel febbraio scorso a favore di una gestione dell’acqua lontana dagli interessi di mercato e dalle logiche di profitto.
      Dopo il presidio di ieri davanti all’entrata di Hera, il Comitato modenese per l’acqua pubblica ha consegnato ufficialmente alla Multiutility le prime duecento lettere di reclamo dei cittadini della provincia modenese, con le quali i gestori del servizio idrico integrato sono richiamati “al rispetto della legge e del risultato referendario del giugno scorso”.«La Campagna di Obbedienza Civile nasce da una mancata applicazione di questo risultato – spiega infatti Mauro Solmi, del Comitato modenese per l’acqua pubblica – A distanza di quasi un anno dal voto, con il quale i modenesi hanno deciso che il servizio idrico deve essere gestito in modo pubblico, il sistema tariffario non è ancora stato modificato e le bollette continuano a contenere la remunerazione garantita del capitale, di cui i gestori non dovrebbero più godere». «In pratica, costi operativi, costi di investimento e remunerazione garantita ai gestori sul capitale investito sono ancora pagati dai cittadini tramite una quota del 7%, che secondo i calcoli del sistema tariffario, arriva ad essere del 16,29% del totale bolletta nel caso di Hera, e del 18,93% nel caso di Aimag» ha aggiunto Lidia Castagnoli, del Comitato modenese, che ritiene che anche la nuova componente introdotta da Hera nel sistema tariffario sotto la voce “Oneri finanziari”, abbia lo scopo di tutelare esclusivamente gli interessi dei gestori. Per questo motivo, con le lettere di reclamo, i duecento cittadini chiedono di decurtare tale quota dalla bolletta, per poter così pagare solo la tariffa legittima e invitano tutti gli utenti a fare altrettanto. Secondo Mauro Solmi il mancato pagamento «non comporterà nessuna conseguenza legale, dal momento che il referendum è considerato immediatamente applicabile e i cittadini agirebbero nella piena legalità».
      «Le segnalazioni verranno accolte e ascoltate – ha dichiarato Roberto Gasparetto, Direttore generale di Hera – ma operiamo sulla base di regole e contratti stabiliti dalle autorità di riferimento e non abbiamo quindi facoltà di intervenire. Continueremo a operare in questo modo fino a quando il soggetto regolatore non ci darà misure differenti, e fino ad allora ci atterremo scrupolosamente alle leggi».

      venerdì 18 maggio 2012

      Rispettare il voto referendario non vendere patrimonio pubblico a GDF-Suez


      LA PROTESTA

      "No alla svendita di Acea"
      sit-in dei minisindaci di sinistra

      La protesta davanti la sede della società contro la cessione del 21 per cento. "La decisione di Alemanno è sbagliata finanziariamente e contraria al referendu"

      Municipi di sinistra contro la "svendita" dell'Acea. E' il giorno della protesta dei minisindaci, in piazza a Roma davanti alla sede della società in piazzale Ostiense. A manifestare Orlando Corsetti (I municipio), Dario Marcucci (III), Ivano Caradonna (V), Giammarco Palmieri (VI), Roberto Mastrantonio (VII), Susy Fantino (IX), Sandro Medici (X), Andrea Catarci (XI), Gianni Paris (XV), Fabio Bellini (XVI) e Antonella De Giusti (XVII).

      Quella della cessione del 21 per cento delle quote, una decisione della giunta guidata dal sindaco Gianni Alemanno, è "una scelta non solo incomprensibile dal punto di vista finanziario - dicono - ma in contrasto con la decisione di 1 milione e 200.000 romani, che l'anno scorso hanno votato al referendum acqua bene comune, per l'estromissione dei privati dalla gestione del servizio idrico". Inoltre, "nessuno vende qualcosa quando vale meno. È invece quello che sta facendo l'amministrazione Alemanno" dichiara Palmieri. Che continua: "Siamo contro un'operazione che sembra fatta su misura per favorire l'ingresso in Acea di privati, che avranno quindi un maggior controllo dell'azienda".

      Ieri i movimenti che si oppongono alla privatizzazione hanno occupato l'aula del consiglio comunaledurante la discussione sulla cessione del 21 per cento dell'azienda e la costituzione della holding di Roma Capitale.

      I MOVIMENTI OCCUPANO I MUSEI CAPITOLINI

      Questa mattina, invece, erano tutti con la fascia giallorossa i presidenti dei municipi di centrosinistra che si sono dati appuntamento in poiazzale Ostiense. "Non possiamo sopportare la decisione del sindaco che con la sua giunta ha deciso di vendere-svendere l'Acea nel pieno disprezzo della volontà popolare", incalza Sandro Medici, presidente del X municipio, che annuncia altre iniziative che "proseguiranno fino al corteo di sabato e anche oltre". Per Andrea Catarci, presidente dell'XI: "La vendita-svendita è un disastro per la città. L'Acea è il gioiello delle aziende pubbliche di Roma e in passato ha fatto quadrare i bilanci del Campidoglio". Catarci propone anche delle soluzioni: "Pubblicizzare l'azienda e istituire forme di partecipazione e controllo da affidare ai municipi".

      I minisindaci di centrosinistra puntano il dito contro la cattiva gestione della cosa pubblica da parte di Alemanno. "Ma crediamo che ancora ci sia tempo per impedire questa sciagura - dichiara Susy Fantino, presidente del IX municipio - Il limite di questa operazione sta nei limiti del governo Alemanno che, invece di costruire, ha distrutto tanto. La privatizzazione dell'Acea, così come dei trasporti e della nettezza urbana, rientra nel disegno dei poteri forti". Secondo Giovanni Paris, presidente del XV, "del governo Alemanno non ci sarà alcuna opera da ricordare, non saranno lasciati bilanci equilibrati, ma si ricorderà la gestione per questioni di poca trasparenza. L'iniziativa della giunta ha un valore sconcertante sia per la credibilità finanziaria, sia perché va contro la decisione dei cittadini che con il referendum, lo scorso anno, avevano detto no alla privatizzazione dell'acqua". "La privatizzazione dell'Acea va contro la volontà popolare - ha ricordato anche Antonella De Giusti, presidente del XVII municipio - L'Acea è stata un gioiello di famiglia e non bisogna svenderla. Sembra di assistere alla rappresaglia dell'ultima ora, quando si distrugge tutto".

      La replica del sindaco Gianni Alemanno arriva online sul suo blog ufficiale in cui spiega che nessuno sta vendendo l'acqua dei romani. "Il problema è che il Pd e tutta la sinistra vogliono mantenere le mani della politica sull'Acea. Tutto questo è contrario alla spinta al mercato, alla competitività. Vi gararantisco che con questa operazione non soltanto avremo risorse per gli investimenti, ma miglioreremo la competitività di Acea anche nell'interesse degli utenti, anche per avere bollette meno care, servizi più efficienti che oggi non sono a un livello accettabile - continua il primo cittadino - Una parte delle azioni che venderemo saranno offerte ai dipendenti e ai cittadini con un azionariato diffuso non passando da una proprietà pubblica a una privata ma ad una proprietà che va verso il popolo, verso la gente. Faremo di tutto affinché siano i cittadini i protagonisti di questo processo per fare una vera public company di cui la proprietà sia realmente popolare. La gran parte delle azioni vendute saranno prese da investitori pubblici, istituzionali - conclude - Nessuna privatizzazione di Acea in senso proprio, ma un'apertura al mercato e maggiore competititività".

      Il sindaco poi prosegue puntando il dito contro i manifesti del Pd che riportano la scritta: 'Alemanno vuole svendere l'acqua dei romani. Il pd dice no'. "Questa è una balla totale, non è vero niente. L'Acea oggi è detenuta al 51% dal Comune e al 49% dai privati. Una legge votata anche dal Pd oltre che da Pdl e Udc, ci impone di scendere, entro il 2013, sotto la maggioranza delle azioni. E' un'imposizione assoluta: se non la rispettiamo perderemmo dei diritti come per esempio l'illuminazione pubblica che farebbero perdere ad Acea 750 milioni. In tutte le società pubbliche lo Stato è presente attorno al 30%. E' chiaro che il 30% garantisce al Comune il controllo dal punto di vista della governance e che noi non venderemo a chi è già socio dell'Acea che non è interessato e che comunque avrà un divieto specifico a poter acquisire azioni - conclude Alemanno - Non andremo affatto a vendere la società, incamereremo 250 milioni che servono ad investimenti e non svenderemo la gestione dell'acqua che non è gestita da Acea ma da una sotto controllata, che si chiama Acea Ato2 in cui il Comune è presente direttamente". Articolo tratto da La Repubblica
      (03 maggio 2012)

      giovedì 17 maggio 2012

      La qualità dell'acqua in Italia continua il nostro tour.


      Acqua: Rapporto Arpa Friuli Venezia Giulia, qualita' elevata

      09/05/2012
      Qual è il tuo stato d'animo?
      1
      Trieste, 9 mag. - (Adnkronos) - La qualita' dell'acqua potabile in Friuli Venezia Giulia e' mediamente elevata. Invece l'inquinamento da legionella delle acque degli impianti collettivi di condizionamento dell'aria e delle piscine e' in incremento e l'attivita' di controllo sta cercando di prevenire la diffusione delle malattie correlate. Lo segnala il "Rapporto sullo stato dell'ambiente 2012: tematiche ambientali in primo piano in Friuli Venezia Giulia", illustrato alla IV Commissione consiliare dal direttore generale di Arpa FVG Lionello Barbina.
      Il controllo delle acque potabili, afferma Il Rapporto, e' svolto con puntualita' dai gestori degli acquedotti per garantire il rispetto dei limiti di potabilita' previsti dalla legge. La maggior parte dei grandi acquedotti deriva e distribuisce acqua di elevata qualita' (nitrati inferiori a 10 mg/l). Solo alcune captazioni di acquedotti locali che prelevano da falde presenti sotto terreni permeabili e condizionate dall'attivita' agricola distribuiscono acque con elevato contenuto di nitrati.
      L'utilizzo di concimi azotati nelle coltivazioni di mais in vaste aree a rischio delle province di Udine, Pordenone e Gorizia, e' causa della significativa presenza di nitrati nelle acque di risorgiva. L'inquinamento dell'ambiente lagunare e marino, invece, e' meno grave, nonostante le alte concentrazioni di nitrati, grazie alla diminuzione del fosforo.