martedì 24 novembre 2009

Leggete la storia di Acqualatina e di come vengono gestiti i SII in mano ai privati.

Ad Aprilia, come in tutto l´ATO4 (38 Comuni) la Privatizzazione dell´acqua èavvenuta nel 2002 (seconda provincia d´Italia in ordine di tempo dopoArezzo) quando la Conferenza dei Sindaci ha messo a gara la gestione delservizio idrico per formare una società mista pubblico privata (51%pubblico, 49% privato).Il socio privato è la VEOLIA WATER, una delle più grandi multinazionali chegestisce l´acqua in ogni parte del mondo.Per capire di chi stiamo parlando:Veolia Water in cifre... (dati al 2008)*[image: -] N° 1 al mondo nei servizi idrici;[image: -] 12,56 miliardi di euro di fatturato nel 2008;[image: -] Più di 131 milioni di persone servite in acquapotabile/depurazione nel mondo;[image: -] 93 433 dipendenti;[image: -] Attiva in 64 paesi;[image: -] Più di 4 400 contratti di gestione nel mondo*Insomma il *MIGLIOR PRIVATO* che ci sia sulla piazza!!! *AUMENTI DELLE TARIFFE*A seguito del passaggio dalla gestione comunale alla gestione ACQUALATINA,una famiglia di Aprilia che consuma *190 metri cubi l´anno*, prima pagava al*Comune* (anno 2004) *122,17 ? *, mentre l´anno successivo (anno 2005) si èvista arrivare bollette per *205,56 ? (aumento del 68,25%)*. Successivamentele tariffe di ACQUALATINA sono continuate ad aumentare inesorabilmente dianno in anno fino al 2009, per cui, sempre per gli stessi 190 metri cubi *sipagano adesso ben 257,52 ? , con un aumento rispetto al 2004 del 110,8%*.Le tariffe imposte da ACQUALATINA sono cresciute *dal 2004 al 2008 del 20%*,*dal 2008 al 2009 dell´8.1%*, e (come previsto nel contratto modificato nel2006) cresceranno almeno del 5% fino al 2032.Aumenti per tipologia di utenza USO DOMESTICO PRIMAABITAZIONE<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/Tariffe/AUMENTI_BOLLETTA_ACQUA.pdf>Per le seconde case ci sono aumenti che vanno da un minimo del 170% fino adarrivare al 530%.Aumenti per tipologia di utenza USO DOMESTICO SECONDAABITAZIONE<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/Tariffe/AUMENTI_BOLLETTA_2_CASA.pdf>Per i commercianti gli aumenti sono stati *enormi*. Per esempio *unristorante che prima consumava 293 metri cubi*, col *Comune* la sua bollettasarebbe stata di *189,97 ? *, mentre la prima bolletta di ACQUALATINA era di912,97 ? (un aumento del 380,59%), *mentre oggi* per 293 metri cubi di acquaconsulmata annualmente un´utenza commerciale *paga ben 1.177,89 ? , con unaumento del 512,43 %*Aumenti per tipologia di utenza USOCOMMERCIALE<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/Tariffe/AUMENTI_BOLLETTA_USO_COMMERCIALE.pdf>Non va meglio a chi con l´acqua ci lavora, per esempio una *lavanderia* chesi è rivolta al nostro Comitato, *prima* consumava 470 metri cubi annui,quindi con le tariffe comunali *pagava 302,9 ?*, *adesso* si trova bollette,per lo stesso consumo, da *1.525,36 ?* con un *aumento del 403,59%*.In questo prospetto generale potete vedere tutti gli aumenti divisi percategoria d´utenza.Prospetto generale con tutti gli aumenti riferiti per ogni tipologia diutenza<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/Tariffe/CALCOLI_AUMENTI_BOLLETTA_ACQUA_APRILIA.pdf>Ci dicevano (e dicono anche adesso), che il Privato avrebbe portato *maggioreefficienza* e *avrebbe ammodernato i nostri impianti*, invecel´amministratore delegato (privato) di Acqualatina è stato condannato per idanni ambientali causati dal depuratore diAprilia<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1119>. *INVESTIMENTI PER MIGLIORARE LA RETE*Ci dicevano che *grazie ai privati ci sarebbero stati gli investimenti*, manon è stato così...Dal 2003 al 2008 nell´ATO4 *sono stati realizzati investimenti per soli 74,5milioni di euro*. Invece nel contratto sottoscritto al momento delladefinizione della concessione, nel 2002, per i primi sei anni di gestione,prevedeva, *entro il 2008, ben 146 milioni d´investimenti*.Il che vuol dire che rispetto al contratto originario gli investimenti fattifino al 2008 sono solo il 51%, ossi la metà.Però il contratto è stato adattato a beneficio del gestore una prima voltanel 2004, dopo una ricognizione dello stato degli impianti, e una secondavolta nel 2006. Ma nel 2006 le carte cambiano: l´investimento non dovrà piùessere fatto in sei anni, ma in otto.*E´ come se in una gara di salto in alto (truccata), poichè l´atleta nonriesce a superare l´ostacolo, l´asticella viene spostata più in basso!*Per esempio, nel Piano degli investimenti del 12/07/2004 erano previsti peril 2008 *33.808.000 ?*, nella conferenza dei Sindaci del14/07/2006<sono">http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=881>sonostati diminuiti a*20.152.000 ?*, ma poi effettivamente si sono spesi per investimentisoltanto *15.384.000 ?*.*Quindi nel 2008 sono stati fatti meno della metà degli investimentiprevisti inizialmente!!!*Clicca qui per ulterioriinformazioni<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=2401>Nel 2005 su 130.689.531 metri cubi immessi in rete, solo 32.288.228 eranofatturati. Cioè circa 3 litri su 10 pompati e intubati arrivavano airubinetti di casa. Lo scorso anno questo rapporto è stato migliore: sonostati immessi nella rete idrica da Acqualatina 116.101.798 metri cubid´acqua (circa il 10% in meno del 2006). Ma *il 64% viene dispersa nellereti colabrodo.*Quindi per ogni utenza ci sono 300 metri cubi d´acqua "dispersa" nella retedell´ATO 4 - Latina mediamente ogni anno. *NASCE IL COMITATO CITTADINO DIFESA ACQUA PUBBLICA*A febbraio 2005 un gruppo di cittadini costituisce il *Comitato CittadinoAcqua Pubblica di Aprilia*. Si avvia uno studio approfondito per capire comefosse avvenuta la cessione del servizio al Acqualatina spa. La città,nonostante i primi allarmi del Comitato è ancora tranquilla, anzi scettica.Quando a maggio 2005, iniziano ad arrivare le prime fatture dell´acqua"privatizzata" sono dolori: "Gli aumenti sonoenormi<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/Tariffe/CALCOLI_AUMENTI_BOLLETTA_ACQUA_APRILIA.pdf>".L´allarme diventa una brutta realtà, gli scettici di una volta siarrabbiano. Si susseguono manifestazioni e dibattiticittadini.<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/rubrique.php3?id_rubrique=38>Nel frattempo il Comitato si è organizzato, ha studiato tutti i passaggi chehanno portato alla cessione della gestione del servizio e delle reti idrichealla nuova società.Si capisce subito che *tanti passaggi di legge che dovevano coinvolgere lapopolazione ed il consiglio comunale sono stati saltati*. La società, cheavrebbe dovuto far conoscere le nuove regole contrattuali (tali regole sonopoi state dichiarate vessatorie dal Tribunale diLatina<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/rubrique.php3?id_rubrique=158>),ha preferito invece inviare semplicemente la bolletta con la richiesta dipagamento entro un mese.I cittadini si organizzano. Si decide la strategia: *le bollette sarannopagate, ma i bollettini di versamento saranno intestati all´ente comunaleche fino al 2004 gestiva le reti e l´acqua*.*Aderiscono alla strategia prima 500 famiglie, poi 1400, alla fine lefamiglie sono 6500*. D´altronde non si capiva e non si capisce perchénonostante tanti passaggi di legge siano stati saltati, gli unici ad avereobblighi e a doversene restare zitti siano i cittadini.Naturalmente la società Acqualatina reagisce e si rivolge alla magistratura.Da allora è un susseguirsi di cause nei tribunali amministrativi e civili ilcui costo è sostenuto dagli stessi cittadini che si autotassano.Un gruppo di consiglieri comunali nel febbraio 2006 riesce a far votare unadelibera<con">http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=503>conla quale viene respinta e stigmatizzata la cessione del servizio alnuovo gestore. Altri Comuni(Anzio<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1330>,Amaseno, Cori<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1345>,Formia, Pontinia) fanno la stessa cosa.I cittadini portano in causa la società e chiedono di annullare lapartecipazione del Comune alla compagine societaria di Acqualatina spa.La rivolta dei cittadini continua nel 2006, nel 2007 e nel 2008. Il gestorecapisce che se le cose continuano così, l´oro blu non rende più e l´affarenon conviene.Mette in atto quindi la "sua strategia": cercare di fiaccare la "resistenza"*chiudendo l´acqua* a chi continua a pagarla al Comune anziché alla nuovasocietà che non vuole riconoscere. Le maniere diventano sempre più"convincenti": per eseguire i distacchi le squadre degli operai dellasocietà si presentano scortate da vigilantes armati al seguito.L´amministratore delegato di Acqualatina dichiara a più riprese che: "Icittadini di Aprilia ne usciranno con le ossarotte<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1684>".La popolazione è avvilita e stanca. Tuttavia non demorde. *Le famiglie cheAcqualatina spa continua a chiamare "morose" sono 6500. La società dovrà"catturarle" una per una, e non è facile*. *VIGILANTES ARMATI PER STACCARE L´ACQUA*Nella sola città di Aprilia oltre 6.000 famiglie contestano le bolletteinviate da ACQUALATINA e versano degli acconti al Comune di Aprilia (fino adoggi è stato versato oltre un milione di euro), e allora l´estate passatadei Vigilantes armati hanno accompagnato i tecnici di Aqualatina per ridurreil flusso idrico<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=2579>.Non solo, arrivano centinaia di cartelle "esattoriali" targate EQUITALIAGERIT per le bollette di Acqualatina, nonostante *la magistratura stiacontinuando a sospenderle e annullarle puntualmente. Infatti 4 Giudici diPace diversi ed uno del Tribunale di Latina hanno dato ragione a centinaiadi cittadini* che hanno contestato la procedura esattoriale che Acqualatinainsiste a voler utilizzare attraverso GERIT.Per maggiori informazioni: Il Caffè n.175<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1897>Leggi la sentenza del Giudice di Pace diTerracina<che">http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1097>checondanna Acqualatina a "*restituzione l´indebito pagamento della cartella esattoriale, al pagamentodi 2.450,00 ?, per aver agito in questo giudizio con mala fede e colpagrave, al pagamento delle spese di lite*". *MA CHI DOVREBBE CONTROLLARE LA GESTIONE?*Presidente della società è il Senatore *CLAUDIO FAZZONE* (si avete capitobene, quello che nella trasmissione Annozero *PROFUMO DI MAFIA* difendeva ilComune di Fondi contro lo scioglimento per Mafia richiesto dal Prefetto diLatina, che tra l´altro vuole querelare).Per Fazzone il problema ACQUALATINA è tutta colpa dellastampa<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=2576>,un pò la stessa tesi che sostiene contro le infiltrazioni mafiose diFondi... infatti tutti sanno che la stampa in provincia di Latina sta nellemani di un noto comunista...Questo senatore nella passata legislazione è stato dichiarato (dalla Giuntadelle elezioni e delle immunità parlamentari) *INCOMPATIBILE* nella caricadi *presidente di ACQUALATINA e di senatore della Repubblica* e si sarebbedovuto dimettere entro 30 giorni.Leggi il resoconto del senatore Antonio Boccia in ordine alle caricherivestite da senatori<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1571>Poi il GOVERNO PRODI è caduto e si è riandati alle elezioni, adesso FAZZONEè ancora incompatibile (essendo sempre presidente di ACQUALATINA e di nuovosenatore della repubblica) ma ora è membro della Giunta delleelezioni<http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/00004192.htm>edelle immunità parlamentari quindi*dovrà decidere sulla sua incompatibilità.CONFLITTO DI INTERESSI?**CLAUDIO FAZZONE DAL 2010 GUADAGNERA´ 73.600 EURO ANNUI, A FRONTE DEI 92MILA PRECEDENTI, FINORA HA GUADAGNATO COME AMMINISTRATORE DI ACQUALATINAALMENO 425 MILA EURO.* *I BILANCI DI ACQUALATINA*Il Bilancio dell´anno2003<si">http://www.acquabenecomune.org/aprilia/rubrique.php3?id_rubrique=335>siè concluso con un*attivo* di *103.162 ?*Il 2004 è l´anno del crack: il 16 aprile 2004, la Conferenza dei sindacidell´Ato 4 approva unaccordo<dove">http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=707>dovesi dice, nero su bianco, che*i guadagni spettano ai privati e le perdite al pubblico*. «*Qualora, allachiusura dell´esercizio 2004, il volume fatturato all´utenza fosse inferiorea quello preventivato di 38,6 milioni di metri cubi*», recita l´articolo 2dell´accordo, «*o i costi siano superiori 346 milioni di euro, ovvero gliintroiti da tariffa minori dei costi del 2004, l´Ato garantirà l´equilibrioeconomico fìnanziario dell´esercizio 2004 stesso*».A fine anno, l´esercizio 2004 si conferma pessimo, la parte pubblicaminaccia di non approvare il bilancio. Acqualatina rischia di dover portarei libri in tribunale. Alla fine il bilancio passa con i soli voti delprivato perché all´assemblea dei soci del primo giugno i sindaci disertanoin massa. *La voragine dei conti è di 14,7 milioni di euro*: due terzi dellacifra, corrispondono ad appalti che Acqualatina ha concesso in affidamentodiretto a società che fanno capo alla parte privata: la stessa Veolia e lasua controllata Siba.Il Bilancio dell´anno2005<si">http://www.acquabenecomune.org/aprilia/rubrique.php3?id_rubrique=121>siè concluso con una*perdita* di *1.109.697 ?*.Il Bilancio dell´anno2006<si">http://www.acquabenecomune.org/aprilia/rubrique.php3?id_rubrique=314>siè concluso con un*attivo* di *347.298 ?*.Il Bilancio dell´anno2007<si">http://www.acquabenecomune.org/aprilia/rubrique.php3?id_rubrique=313>siè concluso con una*perdita* di *1.763.515 ?*, ma la voce di bilancio che più incuriosisce,oltre agli ormai ben noti "compensi degli amministratori", è la vocerelativa al costo del personale. Ha raggiunto la cifra di quasi 16 milionidi euro: quasi il 17,7% in più rispetto al 2006. Voce che già era aumentatadi oltre il 12% nel biennio precedente. In 4 anni, dunque, gli stipendi sonolievitati di quasi il 30%, pur avendo la società affidato all´esterno lamaggior parte dei suoi servizi (lettura contatori, call center, manutenzioniecc.)Per l´ennesima volta, il bilancio del2008<si">http://www.acquabenecomune.org/aprilia/rubrique.php3?id_rubrique=231>sichiude con una*perdita, pari a 4.361.102 ?*.*Le cifre del disastro del 2008**183,4 milioni ? di debiti*, 730 ? il debito medio di ogni utente, *60milioni di debiti verso i Comuni*, *5,5 milioni di euro di debiti verso iConsorzi di Bonifica*, 55% le bollette emesse su consumi presunti, 90.000 ?lo stipendio del presidente Fazzone, 170.000 ? lo stipendio dell´examministratore delegato Morandi. *I COSTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE*Esponenti di parte pubblica del consiglio di amministrazione sono:Il Senatore *CLAUDIO FAZZONE*, eletto nelle file di Forza Italia, percepisceun compenso annuo di 92.000 ? come Presidente di Acqualatina spa. Nel CDAdella società *dal 2002 al 2008 ha percepito almeno 425mila ?* (più di 840milioni delle vecchie lire);Il sig. *GIUSEPPE SIMEONE*, consigliere di Forza Italia al Comune di Formia,capo di Gabinetto del Presidente della Provincia, *ARMANDO CUSANI*.Percepisce un compenso annuo di 32.000 ? come consigliere di Acqualatinaspa. *Dal 2002 al 2008 ha percepito almeno 248 mila ?* (quasi 500 milionidelle vecchie lire);Il sig. *ONORATO DE SANTIS*, ex assessore provinciale di ALLEANZA NAZIONALE,che percepisce un compenso annuo di 32.000 ? come consigliere di Acqualatinada Giugno 2006;Il dott. *GAETANO STEFANELLI*, addetto stampa dell´ex senatore *MICHELEFORTE* nonchè segretario provinciale dell´UDC, che percepisce un compensoannuo di 32.000 ? come consigliere di Acqualatina da Giugno 2006;*Complessivamente il CONSIGLIO D´AMMINISTRAZIONE (membri pubblici e privati)dal 2003 al 2008 è costato quasi 4 milioni di euro* (circa 8 MILIARDI dellevecchie lire); *LA LUNGA MANO DELLE BANCHE* Acqualatina, il 23 maggio 2007, ha stipulatocon la Depfa Bank plc un contratto difinanziamento<a">http://www.acquabenecomune.org/aprilia/rubrique.php3?id_rubrique=337>alungo termine, "no recurse" (project finance) per un importocomplessivodi 114,5 milioni di euro.Il finanziamento dovrebbe servire a fare quegli investimenti promessi, manon ancora realizzati, dal socio privato quando si aggiudicò l´appalto...Come forma di garanzia al soggetto finanziatore non è bastato il pegno sulleazioni della Società del 49% in mano ai privati, ma ha voluto anche almenoil 17,7% di azioni riferibili ai Soci Pubblici (i Comuni).Perchè la banca ha voluto anche il 17,7% delle azioni dei Comuni? E´semplice: perchè "*l´Assemblea delibera validamente con il voto favorevoledi due terzi del capitale rappresentato*". (che corrisponde al 66,6% delleazioni, quindi con 49% + 17,7% = 66,7% la Banca fa quello che vuole)I Comuni di *Sperlonga, Sonnino, Cisterna di Latina, Lenola, Minturno,Terracina, Fondi, SS. Cosma e Damiano, Sabaudia e Latina* (24,82% delcapitale sociale di Acqualatina), (tutti guidati da amministrazioni dicentrodestra fedeli a FAZZONE) *si sono affrettati subito a concedere*,attraverso delibere di giunta comunale, questo pegno. Però, sembra chel´atto di pegno firmato dai rappresentanti dei Comuni davanti al notaio risultaessere diverso<da">http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=2520>daquello approvato dalle giunte o dai consigli comunali.Sono stati inseriti ex novo due commi: un trucco per consentire alla DepfaBank la possibilità di appropriarsi delle quote pubbliche di Acqualatina.Non dimentichiamoci mai di chi stiamo parlando. La *Depfa Bank* è la stessabanca per cui è stato richiesto il rinvio a giudizio a Milano con l´*accusadi truffa aggravata* per le presunte irregolarità nell´emissione di un bondda 1 mi­liardo e 685 milioni di euro sot­toscritto dal Comune eaccom­pagnato da un derivato.Corriere della sera del13/11/2009<http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_novembre_13/derivati-banche-a-processo-1602004293575.shtml>.Ma la Depfa Bank è anche la filiale irlandese che ha portato la sua "casamadre", la *Hypo Real Estate*, ad ottobre 2008 ad un passo dallabancarotta<http://germanynews.ilcannocchiale.it/?TAG=depfa%20bank>,cui è riuscita a sfuggire solo grazie ad un pesante salvataggio da parte delgoverno tedesco. *L´INCHIESTA FINITA NEL NULLA* Nel gennaio del 2008 ci fu un´inchiestadella Procura della Repubblica che portò all´arresto (per *associazione adelinquere, abuso d´ufficio, frode in pubbliche forniture, falsitàideologica in appalti pubblici e truffa aggravata per il conseguimento dierogazioni pubbliche*) di *Paride Martella*, ex presidente della Provinciadi Latina e contemporaneamente Presidente di Acqualatina (anch´essoincompatibile nella doppia carica, come dichiarato anche dal Tribunale diLatina <http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1204>),l´allora amministratore delegato della società *Silvano Morandi*, l´alloravicepresidente *Raimondo Besson*, i francesi *Bernard Cyna* (amministratoredelegato della Generale des Eaux) e *Louis Marie Pons* (dirigente dellaVeolia Vivendi) e il primo amministratore delegato di Acqualatina *GiansandroRossi*.In seguito comunque furono tutti prosciolti dalla corte di cassazione, marestano inquietanti alcune intercettazioni di email pubblicatenell´ordinanza del gip: "*Le mail del 10.01.03 di Morandi a Pisante e del9.12.03 di Cyna a Pons e Morandi «sono esplicite in merito al perseguimentodi maggiori utili per i `soci´ prossimi aggiudicatari»*.Gl indagati erano talmente sicuri che si lasciano andare a battute. SilvanoMorandi il 07/01/2003 scrive a Cyna e a Pons alcune cose precise sullaquestione economica relativa ai sistemi informativi: «*... Pisante mi hachiesto di fare un sacrificio, di non voler fare indigestione di antipastiprima di fare la cena, etc, etc. Vale a dire: offerta economica per questisei mesi bassa. Io gli ho detto che gli farò i conteggi dei puri costiaziendali. Prima ve li manderò per i commenti. Pisante mi ha chiesto dipoter contrattare lui per noi eventuali `arrotondamenti´ (in negativo) diprezzo*». E´ il classico esempio del contratto camuffato ad arte.Scrive Morandi a Pons e Cyna: «*Ho fatto il lavoro come d´accordo ma neltempo che lo facevo pensavo sempre che mettere in piedi con Martella unmeccanismo: tu chiedi e noi apriamo tutti i libri è pericoloso.... Potrebberivelarsi un meccanismo a doppio taglio anche per lui (più cose sai e menopuoi dire che ignoravi)*» .Per maggiori informazioni si consiglia di guardare la registrazione dellatrasmissione MONITOR di LAZIO TV del 31/01/2008 dal titolo Lo scandaloAcqualatina, l´inchiesta e lapolitica<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1871>In continuo aggiornamento...Del caso Aprilia se ne sono occupate tutte le maggiori trasmissionitelevisive nazionali, nella sezione video potrete trovare i video diExit<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1132>,Ambiente Italia<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1131>,Punto Donna<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1139>,Formato famiglia<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1692>,Report - seguito<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1682>,Primo Piano<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1133>,Tempi Moderni<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1135>,Speciale TG1<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1691>,Report <che">http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=1134>cheesprimono benissimo quello che sta succedendo nel nostro territorio.Per approfondire:Diario della Settimana Anno XII N.11 L´inchiesta vecchio stile di MarioPortanova da Aprilia (Latina)I furbetti dei rubinetti<http://www.acquabenecomune.org/aprilia/article.php3?id_article=2580>Articolo a cura di Fabrizio Consalvi per il Comitato cittadino difesa acquapubblica di Aprilia, per info o chiarimenti mandare una email afconsalvi@gmail.com

venerdì 13 novembre 2009

Come misurare lo sviluppo ?

Secondo noi esiste lo Sviluppo sostenibile poichè è un ossimoro leggete di seguito.

Diverse sono le definizioni più o meno ufficiali di sviluppo sostenibile, ma noi preferiamo proporre quella che offre la lettura del seguente brano:
"Siamo chiari fin dall'inizio: non troveremo né un fine per la nazione né la nostra personale soddisfazione nella mera continuazione del progresso economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi nazionali sulla base del prodotto interno lordo. Perché il prodotto nazionale lordo comprende l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine. Mette nel conto le serrature speciali con cui chiudiamo le nostre porte, e le prigioni per coloro che le scardinano.
Il prodotto nazionale lordo comprende la distruzione delle sequoie e la morte del lago Superiore. Cresce con la produzione di napalm e missili e testate nucleari, e comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica. Il prodotto nazionale lordo si gonfia con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte nelle nostre città; e benché non diminuisca a causa dei danni che le rivolte provocano, aumenta però quando si ricostruiscono i bassifondi sulle loro ceneri. Comprende il fucile di Whitman e il coltello di Speck e la trasmissione di programmi televisivi che celebrano la violenza per vendere merci ai nostri bambini.
E se il prodotto nazionale lordo comprende tutto questo, molte cose non sono state calcolate.
Non tiene conto dello stato di salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro giochi. E' indifferente alla decenza delle nostre fabbriche e insieme alla sicurezza delle nostre strade. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei nostri matrimoni, l'intelligenza delle nostre discussioni o l'onestà dei nostri dipendenti pubblici. Non tiene conto né della giustizia dei nostri tribunali, né della giustezza dei rapporti tra noi. Il prodotto nazionale lordo non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né le nostre conoscenze, né la nostra compassione, né la devozione al nostro Paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita meritevole di essere vissuta; e può dirci tutto sull'America, eccetto se siamo orgogliosi di essere americani". Bob Kennedy

martedì 10 novembre 2009

Da l'altra Economia sull'acqua del sindaco!

"L'acqua del sindaco" e "l'acqua del padrone"
Le privatizzazioni delle grandi imprese a partecipazione statale non hanno dato grandi risultati: né l´attesa riduzione del debito pubblico, né il rilancio dell´economia italiana, liberata dalle pastoie e dai "lacci e lacciuoli" di un´ingombrante presenza pubblica. Ne sono derivati invece clamorosi fallimenti e crisi finanziarie, oltre a concentrazioni e cartellizzazioni -nel caso del settore bancario- che certamente non hanno giovato né ai risparmiatori né alle imprese.
È su questi presupposti che si può valutare il disegno di legge recentemente approvato dal Senato per la privatizzazione dei servizi comunali, e in particolare degli acquedotti.L´acqua è un monopolio naturale: ogni bacino idrico fa storia a sé, e trasportare acqua da un bacino all´altro richiederebbe impianti di pompaggio e costi tali da rendere l´operazione -salvo casi di emergenza- assolutamente improponibile.È evidente quindi che la privatizzazione non implicherebbe un miglioramento dei servizi dovuto alla reale o potenziale concorrenza.La regolamentazione del monopolio, finalizzata ad evitare un indebito vantaggio del produttore monopolista nei confronti del consumatore, richiede una disciplina di concessione di pubblico servizio, nella quale i rapporti tra concedente e concessionario dovrebbero essere regolati o da specifiche convenzioni o sottoposti -quanto meno per quel che riguarda le tariffe- a un´autorità pubblica. Appare abbastanza evidente che, anche nel caso, previsto dalla legge in esame, che le concessioni venissero assegnate in gara, sarebbe quasi impossibile prevedere nelle convenzioni stesse tutte le potenziali varianti nel rapporto di fornitura del servizio; mentre è molto facile capire che, qualora le tariffe venissero sottoposte ad una specifica autorità pubblica, la forza contrattuale dei monopolisti privati sarebbe tale da condizionare pesantemente le decisioni dei pubblici funzionari preposti. Non è affatto chiaro, sotto questo aspetto, quali sarebbero i vantaggi di un passaggio dall´acqua "del sindaco" a quella "del padrone".Infine, a parte considerazioni morali o ideologiche ("L´acqua è di tutti", o simili), bisogna ricordare che la sostanziale discriminante tra proprietà pubblica e proprietà privata consiste nella differenza tra obiettivi e vincoli: l´obiettivo del privato essendo il profitto, ed il vincolo la qualità e sicurezza dei servizi offerti, ed al contrario l´obiettivo del pubblico essendo la qualità e la sicurezza del servizio, ed il vincolo l´economicità di gestione. Ora, è evidente come, nel perseguire i propri obiettivi, il privato possa trascurare la sicurezza e la qualità del servizio, ed il pubblico l´economicità di gestione.Resta però il punto fondamentale rappresentato dalla necessità di ingentissimi investimenti destinati a porre rimedio alle carenze delle reti idriche locali, a causa di anni di mancate manutenzioni, di investimenti ritardati.?Se questi investimenti possono essere approssimativamente stimati in circa 60 miliardi di euro, è abbastanza evidente che una cifra del genere risulta assolutamente incompatibile con le capacità di finanziamento dei Comuni italiani.Anche in questo caso, occorre proporre delle soluzioni, e non arroccarsi in un´opposizione sterile che lascerebbe la situazione nelle attuali, inaccettabili condizioni.Se il sistema venisse privatizzato, i nuovi proprietari -imprese nazionali o multinazionali che fossero- avrebbero di fronte a sé due possibilità: non effettuare alcun investimento, lasciando tutto com´è (e allora la privatizzazione non servirebbe certo a migliorare il servizio, ma solo a dare un po´ di respiro finanziario ai Comuni), o effettuare in tutto o in gran parte gli investimenti necessari, ricorrendo al credito, e quindi ponendo interamente a carico degli utenti gli oneri dell´ammortamento e degli interessi sui capitali ottenuti, con un pesantissimo aumento delle tariffe.Il sistema attuale, pressoché totalmente pubblico, ammette invece una soluzione diversa e molto meno onerosa, applicabile a tutte le realtà pubbliche capaci di dare un gettito tariffario sufficiente a coprire i costi di gestione e gli oneri finanziari, ma non ad ammortizzare il capitale (ad esempio, nuove reti metropolitane).Questa soluzione consiste nell´emissione di un prestito irredimibile interamente garantito dallo Stato, finalizzato all´ammodernamento del sistema idrico, per il totale delle somme richieste, da ripartire successivamente tra i Comuni in funzione delle effettive necessità, a fronte delle quali erogazioni a fondo perduto i Comuni stessi dovrebbero impegnarsi a corrispondere l´interesse sul prestito più un piccolo sovrapprezzo per le spese di emissione e collocamento. Nelle attuali condizioni del mercato, si può ritenere che l´irredimibile potrebbe essere collocato a tassi attorno al 5-6% netto. Ci si può chiedere chi avrebbe interesse a sottoscrivere un prestito destinato a non essere rimborsato, ma si tratterebbe di una rendita perpetua certa e negoziabile, che dunque ogni risparmiatore potrebbe cedere a un altro, con un premio qualora i tassi di mercato scendessero, o una perdita in caso contrario.L´onere che i Comuni dovrebbero trasferire sui consumatori sarebbe piuttosto modesto -non essendo necessario mettere in conto l´ammortamento del capitale- e certamente sostenibile, a fronte del miglioramento del servizio e delle minori perdite che deriverebbero dagli investimenti effettuati. D´altra parte, il prestito emesso dallo Stato non andrebbe ad influire sul rapporto debito/Pil, non dovendo il prestito stesso essere restituito ai sottoscrittori; l´unico effetto negativo sarebbe dunque il peso degli interessi sul disavanzo di bilancio.Se dunque appare possibile evitare che l´"acqua del sindaco" diventi "l´acqua del padrone", è anche realistico ipotizzare la messa in opera di una consistente massa di investimenti che avrebbe certamente effetti positivi sul rilancio dell´intera economia italiana, mobilitando parte di quell´ingente risparmio privato che è alla costante ricerca di impieghi a basso rischio e ragionevolmente remunerativi.

Ripublicizzare si può!!

«l'acqua è un bene comune»
Vendola: la privatizzazione dell'acqua è una bestemmia contro Dio
Il governatore impugnerà davanti alla Corte costituzionale il decreto che liberalizza i servizi

Nichi Vendola
BARI - L'Acquedotto pugliese, il più grande d'Europa con i suoi 25mila chilometri di rete, oggi è un'azienda risanata con i conti a posto, che investe e che assicura qualità del servizio a tariffe competitive. Lo ha sottolineato Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia (che controlla il 95% del gestore idrico), spiegando perché impugnerà davanti alla Corte Costituzionale l'articolo 15 del decreto legge sugli Obblighi comunitari che liberalizza i servizi pubblici locali, rivendicando alla Regione la competenza esclusiva sulla materia.

«L'Acquedotto pugliese - ha detto Vendola - oggi è un gioiellino che fa gola ai privati. Tre anni fa, quando l'abbiamo preso in gestione, la società investiva 23 milioni l'anno, oggi ne investe 130 milioni l'anno; prima le tariffe aumentavano del 6,5% l'anno, con noi sono rimaste bloccate per tre anni; le perdite ammontavano al 35% della rete, oggi siamo scesi al 28% con un risparmio di 25 milioni di metri cubi d'acqua l'anno. Abbiamo internalizzato i depuratori, attività che i privati non avrebbero alcun interesse a fare nei centri minori, risparmiando 5 milioni di euro l'anno. Abbiamo risanato i conti, rinegoziando un prestito con Merrill Lynch e uscendo dalla palude della finanza derivata per cui se Gm fallisce, fallisce anche l'Acquedotto pugliese».

«La privatizzazione dell'acqua - ha concluso Vendola - è una bestemmia contro Dio. Il decreto è un crimine contro l'umanità. L'acqua è un bene comune e non è assoggettabile alle regole del mercato. Noi vogliamo la ripubblicizzazione dell'acqua, come sta avvenendo in Francia e in molte altre parti del mondo, e ci impegneremo per trasformare l'Aqp da società per azioni a ente di diritto pubblico». L'iniziativa della Regione Puglia, che per ora resta isolata in Italia, ha ricevuto oggi l'appoggio del segretario generale della FP-Cgil, Carlo Podda: «Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per il 18 novembre uno sciopero di 24 ore degli operatori di igiene ambientale per protestare contro l'articolo 15 del decreto. La mia organizzazione metterà a disposizione le sue strutture territoriali in tutta Italia affinché anche altre Regioni seguano l'esempio della Puglia».
09 novembre 2009

venerdì 6 novembre 2009

IL PONTE COI SOLDI DEI PRIVATI?

Cipe, gli strani finanziamenti al Ponte e la misteriosa scomparsa dei Fondi Fas
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GROSSETO. La riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) di questa mattina ha confermato che le regioni dovranno ancora attendere per i fondi Fas, forse sarà questione solo di una settimana, ma intanto le risorse non ci sono. «Ci è stato assicurato che è solo un problema tecnico - aveva detto ieri il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, a proposito dello slittamento dell'approvazione dei Par - i piani attuativi regionali per realizzare infrastrutture e finanziati con i fondi Fas relativi a otto regioni: Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Molise, Lazio, Veneto e Sardegna.
«Chiederemo conferma - ha aggiunto Errani - sull'intesa raggiunta nei giorni scorsi sul governo relativa all'impegnabilità dei fondi e garanzie sull'approvazione dei Par al Cipe della prossima settimana».
Nel frattempo il Mezzogiorno dovrà consolarsi con 770 milioni per le opere minori e gli interventi finalizzati al supporto dei servizi di trasporto. Queste infatti le risorse stanziate stamani dal Cipe che saranno erogate a favore dei progetti di cui sono risultati aggiudicatari i provveditori alle opere pubbliche. Tra le categorie considerate prioritarie la realizzazione di reti viarie, fognarie e impianti portuali, adeguamento, ristrutturazione e nuova costruzione delle sedi istituzionali, comprese quelle per le forze dell'ordine.
Le opere sono state scelte - in base all'urgenza - tra quelle che hanno già intrapreso i percorsi autorizzativi, completabili in 24 mesi o attivabili con gara d'appalto entro 120 giorni. La distribuzione delle risorse seguirà le esigenze territoriali e al primo posto, con quasi 185 milioni di stanziamento, si trova la Sicilia. A seguire Calabria, Sardegna, Puglia, Basilicata, Campania e Molise.
Altra conferma che viene dalla riunione del Cipe di stamani è che al momento per il Ponte sullo Stretto i soli fondi disponibili sono quelli pubblici: «il via libera del Cipe è l'ennesima conferma che gli unici soldi disponibili per il ponte sullo Stretto sono pubblici» ha commentato Ermete Realacci, (Pd).
Alla riunione è stato infatti dato il via libera alla prima fase della progettazione esecutiva per cui sarebbero già disponibili 30 milioni di euro e a cui dovranno aggiungersi quelli già deliberati nella seduta Cipe del 6 marzo scorso pari a circa 1,3 miliardi sui 6,1 del costo complessivo dell'opera. Il procedimento sarà perfezionato però in una prossima riunione del Cipe, quindi un via libera condizionato.
«Per quale ragione- si chiede a tale proposito Edoardo Zanchini, responsabile Trasporti e infrastrutture di Legambiente - stanziare 1,3 miliardi per il Ponte sullo Stretto quando non si ha ancora un progetto definitivo e manca lo studio di fattibilità economica? Il tutto, forse, potrà servire a convincere gli investitori privati a mettere quella quota, pari al 60% del totale, sulla quale vige ancora il più totale mistero».E gli ecodem Roberto Della seta e Francesco Ferrante hanno aggiunto: «Il Governo la smetta di raccontare la frottola che il Ponte si farà con risorse di investitori privati: è un'idea tanto fumosa quanto improbabile».
Nella quota complessiva di 8,8 miliardi di euro delle risorse che hanno avuto oggi il via libera dal Cipe, oltre a quelle descritte, ci sono anche risorse pari ad 1 miliardo per il ministero dell'Ambiente che, ha spiegato il ministro Stefania Prestigiacomo, «saranno utilizzati per avviare un piano straordinario di interventi per le emergenze nazionali in materia di dissesto idrogeologico».
Non è chiaro ancora se in questa cifra saranno compresi anche i 150 milioni di euro per i cinque siti nazionali, tra cui Piombino, oggetto del tavolo interlocutorio con il Ministero dell'ambiente cui ha partecipato ieri il sindaco della cittadina toscana. «Non ho ancora avuto notizia dell'esito del Cipe - ci ha detto al telefono il sindaco Gianni Anselmi, ma ha aggiunto che «era una proposta senza rassicurazioni che avrebbe avuto risposte certe».
Un miliardo anche per la ricostruzione in Abruzzo. A renderlo noto è stato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, spiegando che dopo lo stanziamento di circa 4 miliardi di euro deliberato dal Cipe nelle scorse settimane, le risorse stanziate questa mattina serviranno per finanziare la ristrutturazione delle abitazioni classificate A, B e C, per complessivi 800 milioni di euro, e il primo programma stralcio, per oltre 200 milioni, individuato dal Commissario Chiodi relativo agli edifici pubblici gravemente danneggiati che ospitano servizi di natura essenziale e ricadenti nell'ambito del cratere.
Tra le altre opere approvate l'asse stradale Pedemontana Lombarda, le metropolitane M4 e M5 di Milano, il primo lotto della ferrovia AV/AC Genova-Milano Terzo Valico dei Giovi per un valore di 500 milioni.Un finanziamento, che ha sottolineato l'assessore ai Trasporti e Infrastrutture della Regione Piemonte, Daniele Borioli, «copre solo il 10% del costo dell'opera e lascia aperto qualche interrogativo circa le garanzie sul reperimento integrale del rimanente 90%».
L'opera dovrebbe costare infatti complessivamente 5,1miliardi e la quota annua prevista come finanziamento è di 150milioni di Euro per tre anni, quindi, con queste risorse l'opera si potrà realizzare, nella migliore delle ipotesi, in 30 anni.

mercoledì 4 novembre 2009

Questo è il mercato, ragazzi!!

MILANO, IL SINDACO STUDIA UN RIALZO DEL 10% DELLE TARIFFE IDRICHE Un aumento fino al 10 per cento delle tariffe dell´acqua da far scattare nel 2010. Il sindaco di Milano Letizia Moratti al rincaro è sempre stata contraria, ma a questo punto è proprio a un piano per alzare le bollette idriche che si lavora in Comune, davanti ai conti in crisi nera da una parte per la voragine di 76 milioni di euro aperta dal caso dei dividendi A2A, e dall´altra per una Finanziaria che promette nuovi sacrifici agli enti locali e che impone qualcosa come 380 milioni di euro di risparmi in tre anni su cantieri e investimenti. Le tariffe dell´acqua del resto sono ferme dal 2001, la revisione dovrebbe salvare comunque le cosiddette utenze «sociali», famiglie e pensionati a bassissimo reddito, per i quali si studierebbe un salvagente che escluda il ritocco. La manovra dovrebbe fruttare tra i 6 e i 7 milioni all´anno di maggiori incassi per Metropolitana Milanese, la società comunale che gestisce l´acquedotto. Garantendo però un vantaggio per Palazzo Marino, a cui la Spa paga ogni anno un canone per l´affitto della rete idrica.

martedì 3 novembre 2009

Il Garda a rischio scomparsa?

I laghi hanno tre nemici: inquinamento, cambiamento climatico e “scomparsa”
"I laghi hanno tre nemici: inquinamento, cambiamento climatico e “scomparsa”";

LIVORNO. E' in piano svolgimento a Wuhan, il capoluogo della provincia dell' Hubei, in Cina, la tredicesima conferenza mondiale dei laghi organizzata dall'International lake environment committee foundation (Ilec). In riva allo Yangtsé 1.500 specialisti ambientali e politici di 40 Paesi discuteranno fino al 5 novembre del recupero degli ecosistemi lacustri, un tema molto sentito in Cina, dove l'inquinamento dei laghi è fortissimo e che ha presentato alla World lake conference una mostra sui suoi sforzi per lottare contro l'inquinamento delle acque. La città di Wuhan è stata scelta perché nel suo territorio si trovano ben 166 laghi, 272 bacini artificiali e 165 fiumi e torrenti che coprono oltre un quarto della sua superficie municipale, tanto che è soprannominata "città dei 100 laghi".
L'Ilec spiega che «La conferenza affronterà l'eutrofizzazione dei laghi, l'impatto del riscaldamento globale sui laghi, e le questioni della protezione ecologica dei laghi attraverso più di 30 sessioni di seminari tematici. Ci saranno anche sessioni tecniche di messa a punto sulla ricerca tecnologica e dimostrazioni sui progetti in situ nei laghi Taihu, Chaohu, Dianchi ed in altri laghi della provincia di Wuhan. Le sessioni forniscono una base per gli scambi accademici per gli scienziati, creano nuove opportunità commerciali per i Paesi sviluppati e consentono ai rappresentanti delle nazioni in via di sviluppo di avere una rara opportunità di esporre le loro iniziative di gestione lacustre in Cina. Alcuni dei seminari riguardano: Concetto e nuove tecnologie per il controllo dell'eutrofizzazione lacustre; Impatto del global warming sull'ambiente e l'ecosistema dei laghi; Inquinamento delle acque e controllo delle alghe blu-verdi nel lago Tai».
La Cina ha preparato questo appuntamento mondiale analizzando la sua (pessima) condizione dei bacini idrici: il 90% dei suoi laghi è inquinato, ma non c'è solo l'inquinamento, nella Repubblica Popolare scompaiono in media 20 laghi all'anno, nello stesso Hubei, chiamata prima la Provincia dei mille laghi, restano solo 2.438 km2 di superficie lacustre, il 34% di quella presente negli anni '50.
Nel suo messaggio di benvenuto il ministro cinese per la protezione dell'ambiente, Zhou Shengxian, ha detto che «I laghi che sono distribuiti quasi ovunque sulla terra distribuiti, con aspetto e dimensioni diverse decorano il nostro pianeta come perle luminose. Non sono solo un contenitore dell' importante delle risorse idriche a livello mondiale ed un fattore fondamentale per l'ambiente ecologico, ma anche un supporto naturale per la sopravvivenza umana e lo sviluppo sostenibile. Tuttavia, a causa della contaminazione ambientale e di uno sfruttamento eccessivo delle risorse idriche, così come per l'influenza del cambiamento climatico globale, la funzione ecologica di molti laghi è in calo ed alcuni laghi sono anche di fronte alla minaccia di estinzione. L'ambiente lacustre e la salvaguardia delle sue risorse sono una sfida enorme per i governi di diversi Paesi e per la comunità internazionale e per la promozione della strategia per lo sviluppo sostenibile. E'assolutamente necessario rafforzare la cooperazione a livello mondiale in materia di protezione ambientale dei laghi»
Chen Zhili, vice presidente del Comitato permanente dell'Assemblea nazionale del popolo (Apn, il parlamento cinese) oggi ha chiesto regole più stringenti per fermare l'inquinamento dei laghi e per evitare la loro scomparsa.
La Chen ha anche chiesto una legge speciale per la protezione dei laghi e misure giudiziarie ed amministrative più dure «per assicurare la gestione e il controllo dei rifiuti industriali, agricoli ed urbani, soprattutto dei reflui prodotti dalle industrie fortemente inquinanti come le cartiere e gli impianti chimici. I laghi, elementi importanti per l'equilibrio ecologico, fanno fronte ad una situazione critica con lo sviluppo industriale rapido e la crescita delle attività umane, che portano a gravi inquinamenti che minacciano a loro volta l'ambiente vitale degli esseri umani».
Secondo la Chen «Dovranno essere fatti sforzi per ristrutturare lo sviluppo economico ed eliminare metodi produttivi obsoleti» poi ha chiesto ai partecipanti alla World lake conference di fare proposte utili per la protezione e la salvaguardia dei laghi.

FIRMATE L'APPELLO CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE

FIRMA L'APPELLOCAMPAGNA NAZIONALE "SALVA L'ACQUA" IL GOVERNO PRIVATIZZA L´ ACQUA !http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133

LA PRIVATIZZAZIONE COME UNO TSUNAMI!

Fonte: La Stampa.it
La privatizzazione dell´acqua non si ferma
Carlo Lavalle
03 Novembre 2009
Governo e maggioranza vanno avanti senza ripensamenti sulla strada della privatizzazione dell´acqua. Sempre più privato e sempre meno pubblico. La filosofia del decreto legge 135/09, che dopo l´approvazione del Consiglio dei ministri approda dal 3 novembre nell´aula del Senato per la sua conversione, continua ad essere questa. La gestione dei servizi pubblici locali, compreso il servizio idrico, è affare delle società private.
L´art. 15 della nuova normativa, che modifica l´art. 23Bis della legge 133/2008, appare tassativo. Gli affidamenti diretti alle società a totale capitale pubblico (in house) potranno realizzarsi soltanto in via eccezionale e dietro parere preventivo dell´Autorità garante della concorrenza e del mercato.
Di contro, il metodo ordinario di conferimento dei servizi pubblici locali è la gara e la società mista. In quest´ultimo caso, comunque, il partner privato, individuato mediante procedura ad evidenza pubblica, dovrà essere socio operativo con una quota di partecipazione non inferiore al 40%.
Secondo il governo il testo in discussione in parlamento rappresenta un mero adeguamento della legge italiana alla disciplina comunitaria. Ma questa interpretazione è fortemente contestata a livello locale.
Giorni fa la regione Puglia proprio richiamandosi alla legislazione europea ha stabilito con una decisione senza precedenti l´avvio del processo di ripubblicizzazione dell´Acquedotto pugliese. A Bari il Presidente Vendola e la Giunta regionale sono convinti che non sia l´Europa ad imporre all´Italia la privatizzazione del servizio idrico.
Anzi, due diverse risoluzioni del Parlamento europeo affermano a chiare lettere il principio che l´acqua è un "bene comune dell´umanità" mentre gli organismi dell´UE hanno a più riprese evidenziato che "alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza".
Pertanto, la gestione delle risorse idriche non deve necessariamente sottostare alle regole del mercato interno e le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) hanno la libertà di scegliere "se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)".
Sulla base di queste premesse la Puglia avanza quindi la pretesa di considerare l´acqua dei suoi cittadini non assoggettabile ai meccanismi di mercato assumendo peraltro l´inziativa di impugnare l´art. 15 del decreto governativo presso la Corte costituzionale in quanto lesivo dell´autonomia regionale.
Questa posizione di aperto rifiuto della privatizzazione non è un fatto isolato ma si diffonde e si consolida anche in altre zone del paese.
A Palermo sindaci e amministratori appartenenti al Coordinamento Regionale degli enti locali per l´acqua bene comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, hanno presentato una proposta di legge regionale analoga a quella pugliese.
A Caserta invece è stato proclamato il diritto all´acqua come diritto umano definendo privo di rilevanza economica il servizio idrico integrato.
Stessa storia in molti altri comuni italiani come Roccapiemonte, Prevalle, Fiorano Modenese, Napoli, Corchiano, Pietra Ligure, Povegliano Veronese, Sommacampagna, Fumane che hanno già inserito nel loro Statuto un articolo a protezione dell´acqua intesa come bene comune pubblico.
Brutte notizie per la coalizione governativa che prevedeva forse di poter archiviare senza troppe difficoltà il dossier privatizzazione.-- FIRMA L'APPELLOCAMPAGNA NAZIONALE "SALVA L'ACQUA" IL GOVERNO PRIVATIZZA L´ ACQUA !http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133