giovedì 22 ottobre 2009

Italia e Veolia è amore? La più grande società transnazionale dell'acqua e le sue ramificazioni in Italia.


Così l'acqua ne mondo nel 2025.


Cronaca di un disastro ecologico annunciato!

Ed è così che il principio di precauzione va a quel paese! Probabilmente in Cina non conoscono la storia del Lago D'Aral i cui due principali affluenti, Amur Darja ed il Syr Darya, furono deviati per creare un vasto reticolo di canali per l'irrigazione di coltivazioni intensive di cotone. Obiettivo rendere la Russia uno dei principale produttori mondiali di cotone. Risultato ottenuto ma a scapito del collasso dell'economia della pesca sul lago D'aral. Il collasso dello stesso lago ridotto ad un quinto dell'estensione iniziale. La scomparsa di gran parte delle specie di fauna ittica e per ultimo il completo inaridinamento dei terreni che oggi non possono più essere coltivati a causa dell'eccessiva salinità causata da un uso spropositato di fertilizzanti chimici che hanno ammorbato anche l'aria delle aree circostanti rendendo il Karakalpachstan l'area colla più alta percentuale di mortalità infantile al mondo. Leggete l'articolo che segue. M.M.
CINA, EVACUATE 330MILA PERSONE PER IL TRASFERIMENTO A NORD DELLE ACQUE DEL SUD
Sono iniziate nella Cina centrale le operazioni per l’evacuazione di circa 330mila persone, che consentirà la prosecuzione dei lavori del più grande trasferimento di acqua mai intrapreso dal sud tropicale al nord arido della Cina. Il massiccio trasferimento di popolazione avverrà nelle province dell’Hunan e dell’Hebei, in un’area nella quale passerà uno dei tre grandi canali previsti dal piano. Nel corso degli anni, il progetto ha subito una serie di ritardi provocati dalla difficoltà dei trasferimenti di vaste fette di popolazione, da una serie di problemi tecnici e dalla lievitazione dei costi. Il canale principale, che dovrebbe portare l’acqua da un affluente dello Yangtze (o fiume Azzurro) a Pechino, che dista 1300 chilometri, dovrebbe essere operativo nel 2014, secondo le previsioni dei tecnici. Gli altri due canali passeranno uno a est, l’altro a ovest del canale principale. La capitale, che consuma ogni anno 3,5 miliardi di metri cubi d’acqua, riceverà circa un decimo dei 13 miliardi di metri cubi, che dovrebbero essere trasferiti ogni anno dal sud al nord del Paese.

martedì 20 ottobre 2009

“I have a dream – Ho un sogno”Martin Luther King*Washington 28 Agosto 1963,discorso al Lincoln Memorial durante la marcia per lavoro e libertà. Sono orgoglioso di unirmi a voi oggi in quella che passerà alla storia come la più grande manifestazione per la libertà nella storia del nostro paese.Cento anni fa, un grande Americano, sulla cui ombra simbolica ci troviamo oggi, firmò la Proclamazione per l' Emancipazione. Questo decreto importantissimo arrivò come un faro di speranza per milioni di schiavi Negri bruciati dalle fiamme di questa raggelante ingiustizia. Arrivò come una gioiosa aurora dopo una lunga notte di schiavitù.Però cento anni dopo, il Negro non è ancora libero; cento anni dopo, la vita del Negro è ancora dolorosamente segnata dai ferri della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il Negro vive in un' isola deserta in mezzo a un immenso oceano di prosperità materiale; cento anni dopo, il Negro tuttora langue negli angoli della società americana e si trova in esilio nella propria terra.Così siamo venuti qui oggi a denunciare una condizione vergognosa. In un certo senso siamo venuti nella capitale del nostro paese per incassare un assegno. Quando gli artefici della nostra repubblica scrissero le magnifiche parole della Costituzione e della Dichiarazione d'Indipendenza, stavano firmando una cambiale di cui ogni americano era garante. Questa cambiale era la promessa che tutti gli uomini, sia, l'uomo negro e l'uomo bianco, avrebbero avuto garantiti i diritti inalienabili alla vita, alla libertà, e al perseguimento della felicità.È ovvio oggi che l'America è venuta meno a questa promessa per quanto riguarda i suoi cittadini di colore. Invece di onorare questo obbligo sacro, l'America ha dato alla gente negra un assegno a vuoto; un assegno che è tornato indietro con il timbro fondi insufficienti. Però ci rifiutiamo di credere che la Banca della Giustizia sia fallita. Ci rifiutiamo di credere che non ci siano fondi sufficienti nelle grandi casseforti dell'opportunità di questo paese. E allora siamo venuti a incassare quest'assegno, l'assegno che ci darà a richiesta le ricchezze della libertà e la sicurezza della giustizia.Inoltre siamo venuti in questo luogo sacro per ricordare all'America l'urgenza impetuosa del momento presente. Questo non è il momento di raffreddarsi o prendere i tranquillanti della gradualità. Ora è il momento di realizzare le promesse di Democrazia; ora è il momento di uscire dall'oscura e desolata valle della segregazione verso il cammino illuminato della giustizia razziale; ora è il momento di tirar fuori il nostro paese dalle sabbie mobili dell'ingiustizia razziale sul terreno solido della fraternità; ora è il momento di fare della giustizia una realtà per tutti i figli di Dio. Sarebbe fatale per la nazione passar sopra l'urgenza di questo momento. Quest'estate soffocante per il malcontento legittimo del Negro non terminerà fino a quando non venga un autunno vigoroso di libertà e uguaglianza.Il 1963 non è una fine, ma un principio. E coloro che speravano che il Negro avesse bisogno di sfogarsi per essere contento, avranno un duro risveglio se il paese ritornerà alla solita situazione. Non ci sarà riposo né tranquillità in America fino a quando al Negro non verranno garantiti i suoi diritti di cittadino. Il turbine della ribellione continuerà a scuotere le basi della nostra nazione fino a che non sorgerà il giorno splendente della giustizia.Però c'è qualcosa che io debbo dire alla mia gente, che sta sulla soglia logora che conduce al palazzo di giustizia. Nel processo di conquista del posto che ci spetta, non dobbiamo essere colpevoli di azioni inique. Non cerchiamo di soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla tazza del rancore e dell'odio. Dobbiamo sempre condurre la nostra lotta su un piano di dignità e disciplina. Non dobbiamo permettere che le nostre proteste creative degenerino in violenza fisica. Ancora una volta dobbiamo elevarci alle altezze maestose dell'incontro tra forza fisica e forza dell'anima. La nuova meravigliosa militanza, che ha inghiottito la comunità negra, non dovrà condurci a diffidare di tutta la gente bianca. In quanto parecchi dei nostri fratelli bianchi, come oggi si vede dalla loro presenza qui, si sono resi conto che il loro destino è legato al nostro. E si sono resi conto che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra. Non possiamo camminare soli. E camminando, dobbiamo fare la promessa che marceremo sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro.Ci sono coloro che stanno chiedendo ai devoti dei Diritti Civili, Quando sarete soddisfatti? Non potremo mai essere soddisfatti finché il Negro sarà vittima degli orrori indescrivibili della crudeltà poliziesca; non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, pesanti per la stanchezza del viaggio, non potranno riposare negli alberghi delle autostrade e delle città; non potremo mai essere soddisfatti finché la possibilità di movimento del Negro sarà da un piccolo ghetto ad uno piú grande; non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della propria personalità e derubati della dignità da un avviso scritto Solo Per Bianchi; non potremo mai essere soddisfatti finché il Negro del Mississippi non potrà votare ed il Negro di New York crederà di non avere nessuno per cui votare. No! No, non siamo soddisfatti, e non saremo soddisfatti fino a quando la giustizia non scorrerà come l'acqua e la rettitudine come una forte corrente.Sono ben consapevole che alcuni di voi son venuti fin qui con grandi dolori e tribolazioni. Alcuni sono arrivati freschi da anguste celle di prigione. Alcuni di voi sono venuti da luoghi dove la ricerca della libertà li ha lasciati colpiti dalla tormenta della persecuzione e barcollanti per i venti della brutalità poliziesca. Voialtri siete i veterani della sofferenza creativa. Continuate a lavorare con la fede che le sofferenze immeritate redimono. Tornate nel Mississippi; tornate in Alabama; tornate nella Carolina del Sud; tornate in Georgia; tornate in Louisiana; tornate nei tuguri e nei ghetti delle nostre città del Nord, sapendo che in un modo o nell'altro questa situazione può essere e sarà cambiata. Non ci rotoliamo nella valle della disperazione.Per cui vi dico, amici miei, che anche se affronteremo le difficoltà di oggi e di domani, ancora io ho un sogno. È un sogno profondamente radicato nel sogno Americano, che un giorno questa nazione si solleverà e vivrà nel vero significato del suo credo: “riteniamo queste verità di per sé stesse evidenti, che tutti gli uomini sono creati uguali”. Io sogno che nella terra rossa di Georgia, i figli di quelli che erano schiavi ed i figli di quelli che erano padroni degli schiavi si potranno sedere assieme alla tavola della fraternità. Io sogno che un giorno anche lo stato di Mississippi, uno stato ardente per il calore della giustizia, ardente per il calore dell'oppressione, sarà trasformato in un oasi di libertà e giustizia. Io sogno che i miei quattro figli piccoli un giorno vivranno in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della pelle, ma per il contenuto della loro personalità.Oggi ho un sogno!Sogno che un giorno in Alabama, con i suoi razzisti immorali, con un Governatore dalle labbra sgocciolanti parole d'interposizione e annullamento, un giorno, là in Alabama, piccoli Negri, bambini e bambine, potranno unire le loro mani con piccoli bianchi, bambini e bambine, come fratelli e sorelle.Oggi ho un sogno!Sogno che un giorno ogni valle sarà elevata, ed ogni collina e montagna sarà spianata. I luoghi asperi saranno appianati ed i luoghi tortuosi saranno radrizzati, e la gloria del Signore sarà rivelata ed il genere umano sarà riunito.Questa è la nostra speranza. Questa è la fede con cui ritorno al Sud. Con questa fede potremo tagliare una pietra di speranza dalla montagna della disperazione. Con questa fede potremo trasformare il suono dissonante della nostra nazione in un armoniosa sinfonia di fraternità. Con questa fede potremo lavorare insieme, pregare insieme, lottare insieme, andare in carcere insieme, sollevarci insieme per la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi, e questo è il giorno. Questo sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio potranno cantare con nuovo significato “Il mio paese è tuo, dolce terra di libertà, di te io canto. Terra dove è morto mio padre, terra orgoglio del pellegrino, da ogni lato della montagna facciamo risuonare la libertà”. E se l'America sarà una grande nazione, questo si deve avverare.E quindi lasciate risuonare la libertà dalle cime dei prodigiosi monti del New Hampshire.Lasciate risuonare la libertà dalle poderose montagne di New York.Lasciate risuonare la libertà dalle altitudini degli Alleghenies della Pennsylvania.Lasciate risuonare la libertà dalle rocce coperte di neve di Colorado.Lasciate risuonare la libertà dalle coste tortuose della California.Ma non solo.Lasciate risuonare la libertà dalla Montagna di Pietra della Georgia.Lasciate risuonare la libertà dalla montagna Lookout del Tennessee.Lasciate risuonare la libertà da ogni collina e montagna del Mississippi, da ogni lato della montagna lasciate risuonare la libertà. E quando questo accadrà, e quando lasceremo risuonare la libertà, quando la lasceremo risuonare da ogni villaggio e da ogni casale, da ogni stato e da ogni città, saremo capaci di anticipare il giorno in cui tutti i figli di Dio, uomo Negro e uomo Bianco, Ebreo e Cristiano, Protestante e Cattolico, potremo unire le nostre mani a cantare le parole del vecchio spiritual Negro: “Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo finalmente liberi”.--------------------------------------------*Martin Luther King Jr. (Atlanta, 15 gennaio 1929 – Memphis, 4 aprile 1968) è stato un politico, attivista e pastore protestante statunitense, leader dei diritti civili. È stato il più giovane Premio Nobel per la pace della storia, riconoscimento conferitogli nel 1964 all'età, quindi, di soli trentacinque anni.Il suo nome viene accostato per la sua attività di pacifista a quello di Gandhi, il leader del pacifismo della cui opera King è stato un appassionato studioso, ed a Richard Gregg, primo americano a teorizzare organicamente la lotta nonviolenta.L'impegno civile di Martin Luther King è condensato nella Letter from Birmingham Jail (Lettera dalla prigione di Birmingham), scritta nel 1963, e in Strenght to love ("la forza di amare") che costituiscono un'appassionata enunciazione della sua indomabile crociata per la giustizia.Unanimemente riconosciuto apostolo della resistenza non violenta, eroe e paladino dei reietti e degli emarginati, Martin Luther King si è sempre esposto in prima linea affinché fosse abbattuta nella realtà americana degli anni '50 e '60 ogni sorta di pregiudizio etnico. Ha predicato l'ottimismo creativo dell'amore e della resistenza non violenta, come la più sicura alternativa sia alla rassegnazione passiva che alla reazione violenta preferita da altri gruppi di colore.fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Luther_King)

lunedì 19 ottobre 2009

MA QUALE PONTE SULLO STRETTO...!

I «pacchi» natalizi di Berlusconi Anna Pacilli
[16 Ottobre 2009]
Due annunci in due giorni: cantieri aperti il 30 novembre per la Tav e il 23 dicembre per il Ponte. Ma la Val di Susa non ci pensa proprio, mentre per la grande opera sullo stretto mancano sia il progetto che i soldi
«Non vorremmo che, pur di aprire un qualche cantiere, si spacciasse la realizzazione della bretellina ferroviaria di Cannitello [1-2 chilometri di linea] in Calabria, opera connessa al ponte, come l’inizio dei lavori. Sarebbe una beffa che, in qualche modo, tende a nascondere il danno già fatto a Calabria e Sicilia dirottando 1,3 miliardi di euro di fondi Fas destinati al sud a un’opera irrealizzabile per vincoli tecnici, economico-finanziari e ambientali, invece che destinarli al risanamento del territorio». E’ il commento del Wwf all’ultimo annuncio riguardante il Ponte sullo Stretto, fatto da Berlusconi due giorni fa a proposito dell’avvio dei lavori il 23 dicembre, alla vigilia di Natale. Una ipotesi improbabile, dice l’associazione, per almeno tre motivi: «non esiste ad oggi non solo un progetto esecutivo che consenta di aprire i cantieri del ponte, ma nemmeno il progetto definitivo che serve a completare la procedura di valutazione di impatto ambientale; si devono ancora rivedere e aggiornare i valori dell’offerta del general contractor [Gc] e le convenzioni tra la concessionaria pubblica Stretto di Messina Spa e il Gc capeggiato da Impregilo, che ha vinto la gara sulle progettazioni definitiva ed esecutiva e la realizzazione del ponte e delle opere connesse, sulla base di un maxiribasso che stimava il costo dell’opera 3,9 miliardi di euro, mentre il costo stimato dal Servizio studi della camera dei deputati 6, 3 miliardi di euro; infine, il governo non ha risorse per realizzarlo», riassume Stefano Lenzi, responsabile del settore legislativo del Wwf Italia, che la vicenda del Ponte la conosce a menadito.Un «dettaglio» fondamentale quello della indisponibilità delle risorse necessarie: a oggi il governo, con la delibera del Cipe del 6 marzo scorso, ha destinato al Ponte 1,3 miliardi di euro, mentre l’opera costa cinque volte di più. In aggiunta, questi fondi non sono neppure immediatamente disponibili, ma «saranno centellinati di anno in anno dal Cipe, come stabilito dall’ultimo decreto anticrisi, decreto legge n. 185 del 2008», ricorda ancora il Wwf, che ha ricostruito la storia dell’opera in un breve dossier [www.wwf.it], che è anche la storia dei governi, da una parte, e delle mobilitazioni, dall’altra, degli ultimi sei anni. Fra le altre, vale la pena ricordare che il governo Prodi, a fine 2006, aveva cancellato il ponte sullo Stretto di Messina e dirottato la quota di 1.400 milioni di euro [in precedenza destinata alla ricapitalizzazione della Stretto di Messina Spa] ad altre infrastrutture e ad opere di tutela dell’ambiente e difesa del suolo in Sicilia e Calabria. Prima, il 14 ottobre, c’era stata a Roma una importante manifestazione nazionale contro la legge Obiettivo e le grandi opere, organizzata da movimenti territoriali [innanzitutto i NoTav della Val di Susa] e associazioni ambientaliste, insieme a Carta. E proprio la Tav è l’oggetto del secondo annuncio in due giorni, con cui il governo prepara un pessimo periodo natalizio. «Entro la fine di novembre inizieranno i sondaggi geognostici per la definizione del progetto preliminare della Torino-Lione concordato con il territorio – ha detto ieri il ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli, in occasione della conferenza stampa di presentazione del vertice sulle reti infrastrutturali trans europee, in programma a Napoli il 21 e 22 ottobre – Lunedì ci sarà una riunione a Torino all’Osservatorio della Torino-Lione per decidere i lavori propedeutici da far partire subito». Il ministro deve essersi distratto in questi ultimi tempi, altrimenti non parlerebbe di accordi con il «territorio»: in Val di Susa non solo non ci pensano proprio ad accettare l’alta velocità, ma i Notav hanno convinto molti esponenti locali del Pd dell’insensatezza dell’opera, tanto da provocare un terremoto dentro al centrosinistra piemontese, avvertito anche a livello nazionale.

venerdì 16 ottobre 2009

SI ALL'ACQUA PUBBLICA

COMUNICATO STAMPA
Domenica 11 Ottobre il Comitato L’Acqua di Prevalle ha organizzato una manifestazione, per ribadire all’opinione pubblica la propria posizione nei confronti del processo di privatizzazione che è in atto relativamente alla gestione dei servizi locali, quali l’energia, il ciclo dei rifiuti, i trasporti etc. Tra questi servizi locali vi è anche l’erogazione dell’Acqua potabile che se comprende la depurazione e le fognature viene chiamato servizio idrico integrato ( SII ). Prevalle rappresenta una delle ultime roccaforti “ dell’ in house”, infatti l’erogazione del’acqua potabile è ancora un servizio gestito dal Comune ed è per questo che qui ci siamo riuniti per la nostra pedalata lungo i luoghi dell’acqua. Accompagnati e rallegrati dalle calde note diffuse dai percussionisti del Gruppo Appel abbiamo pedalato lungo Il Naviglio e le vie di Prevalle, Paitone e Nuvolento. Abbiamo avuto anche l'occasione di visitare il Fontanone, risorgente carsica, accompagnati dal Signor Spinetti. Qui nasce il Torrente Rudone in cui il Carso Bresciano attraverso mille rivoli di acque nascoste nell’ intestino della montagna ritornano a mostrarsi all’improvviso. Luoghi e Beni Comuni che la logica mercantilistica fatta di intrecci politici e interessi privati, vuole togliere alle Comunità ed affidarli a gestori privati secondo regole di mercato. Ebbene noi diciamo no a questa logica ma diciamo Si all’ Acqua del sindaco, diciamo Si alla ripubblicizzazione delle Risorse Idriche. Ed ancora diciamo Si all’Acqua pubblica gestita da enti pubblici sotto il controllo delle comunità locali che riappropriandosi del proprio ruolo decidano che L’Acqua non è un Bene di rilevanza economica ma bensì un diritto fondamentale per la vita umana.
Domenica è stata una bella giornata per tutti coloro che hanno partecipato pacificamente e beatamente a questa pedalata di pochi chilometri nella tranquilla pianura bresciana stretta tra il Chiese e le Prealpi godendo del tepore di questo straordinario autunno. E la cosa da da sottilineare è stata la presenza di molti bambini un segnale questo di buon auspicio per una politica che deve nascere dal basso e dimostrare che anche con piccoli gesti si può cambiare il corso delle cose. Così come un piccolo colibrì contribuisce, con la sua piccola goccia, a spegnere l’incendio nella foresta, così anche noi possiamo dare il nostro piccolo contributo per cambiare il corso delle cose.
Numerose le associazioni che hanno dato il loro appoggio alla manifestazione: Coordinamento
Comitati Ambientalisti Lombardia, A.G.E. Prevalle, Ass. Culturale Alchechengi, Camp Bike Team, Comitato No alla Cava, Ass. Culturale I Giorni, Gruppo Alpini Prevalle, Ass. Culturale Iago, Associazione Pesca Sportiva La Prevallese, Motoclub Prevalle, Gruppo Musicale Prevalle,
Comitato Bus del Fra', Gruppo Appel. Rimarchiamo ancora che l’attuale Amministrazione del Comune di Prevalle patrocina la manifestazione dando così un forte e preciso segnale riguardo le politiche ambientali e sociali.