Borsa, Edison corre su ipotesi Opa, soci verso intesa riasssetto
lunedì 28 febbraio 2011 11:37 Stampa quest’articolo[-] Testo [+] MILANO, 28 febbraio (Reuters) - Ufficialmente nessuna delle parti coinvolte conferma, eppure la sensazione è che i soci di Edison (EDN.MI: Quotazione) - le utility italiane A2A (A2.MI: Quotazione), Iren (IREE.MI: Quotazione) ed Edf (EDF.PA: Quotazione) - siano a un passo dall'accordo in vista del Cda di Foro Buonaparte il 14 di marzo prossimo sui conti 2010 e sull'eventuale svalutazione di alcuni asset. Il 15 marzo è la data ultima per rinnovare i patti parasociali che regolano la governance del gruppo italiano.
Dettagli non c'è ne sono, tuttavia, secondo quanto riporta la stampa italiana nel fine settimana, la bozza di intesa prevederebbe che Edf diventi formalmente l'azionista di controllo di Edison, visto che oggi già detiene il 50% circa del capitale fra quote dirette e indirette, mentre A2A restrebbe socio di minoranza, come è già ora.
La novità è che verrebbe meno il controllo congiunto e paritetico della società energetica e quindi, a questo punto, Edf potrebbe essere costretta a lanciare l'Opa sulle minoranze. In cambio A2A riceverebbe anche asset, attraverso il break up di Edipower e contanti.
Edf e A2A, inoltre, potrebbero creare una jv per vendere l'energia elettrica agli utenti finali, evitando in questo modo gli attriti che si sono verificati di recente a causa dell'ingresso nel settore retail, tradizionale cavallo di battaglia di A2A, anche di Edison.
"I legali dovrebbero persentare in Consob già oggi la bozza dell'intesa per capire se sussista o meno l'obbligo di Opa", dice a Reuters una fonte vicina al dossier.
Il mercato, che da tempo specula su un'Opa dei francesi, oggi è tornato a crederci: alle 11,30 il titolo sale del 3,32% a 0,9015 euro. Bene anche A2A (A2.MI: Quotazione) che guadagna l'1,23% a 1,1540 euro.
Mediobanca, che è azionista con una piccola quota in Delmi, la holding controllata da A2A A2.M a monte della catena di controllo di Edison, nel report odierno parla della "stessa vecchia storia, stiamo arrivando alla fine?".
"Edf e A2A sarebbero vicine a un accordo soddisfacente per emtrambi sulla ristrutturazione della struttura di controllo di Edison, mettendo fine a uno dei più sorprendenti esempi di accordi recenti che hanno portato a distruzione di valore".
Secondo un'altra fonte vicina agli azionisti italiani", anche oggi proseguono gli incontri e, al momento, non si può parlare di una intesa vera e propria. Ci sono troppi punti da chiarire".
Gli aspetti da chiarire riguardano in che modo spacchettare Edipower, controllata al 50% da Edison, al 20% ciascuno da A2A e Alpiq e al 10% da Iren. I lombardi puntano sulle centrali idroelettriche, mentre Iren e Alpiq sarebbero interessati agli asset di distribuzione più un conguaglio in contanti. Giovedì prossimo è previsto un Cda di Edipower che dovrebbe discutere anche l'ipotesi svalutazione dei propri asset sempre in vista del consiglio di Edison di metà marzo.
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