Il nuovo logo di Aqua Alma

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mercoledì 29 luglio 2009

Avvelenamento Naviglio Grande Bresciano

Dal quotidiano BRESCIAOGGI
È servita una gara di pesca andata a monte per sollevare nuovamente, nello scorso fine settimana, quello che appare come un gravissimo problema ambientale denunciato più e più volte ed evidentemente mai risolto: nel tratto del Naviglio Grande a valle del ponte gavardese di Quanello si verificano sistematicamente, e a quanto pare da anni, gravi morie di pesce. O meglio, come spiegano i pescatori delle società sportive di Gavardo, Prevalle, Nuvolera e Nuvolento, in un lungo tratto di canale a partire dal ponte di pesce non ce n'è proprio più. «Per verificarlo - dicono gli appassionati - basta aspettare le "asciutte" primaverili del Naviglio: prima del Quanello la fauna ittica è presente; oltre, come attestato dai verbali di recupero, manca del tutto».L'ennesima dimostrazione dell'esistenza del problema, dicevamo, la si è avuta domenica, quando i partecipanti a una gara di pesca alla trota iridea non hanno allamato neppure uno degli esemplari di grossa taglia rilasciati il giorno precedente nel tratto prospiciente la centrale elettrica che costeggia la superstrada, a Gavardo. A quel punto, i dirigenti della società sportiva organizzatrice hanno deciso di raggiungere il cassone nel quale lo «sgrigliatore» automatico che protegge gli impianti della centrale stessa scarica i detriti portati dall'acqua; e qui hanno ritrovato gran parte dei pesci immessi nel Naviglio. Naturalmente morti, uccisi da chissà quale agente inquinante.Così è stato avvisato il sindaco di Gavardo, e sul posto per esaminare le trote avvelenate sono arrivati un agente della polizia locale e gli uomini della stazione gavardese del corpo forestale dello Stato. Cosa è successo? Dato che le denunce contro ignoti presentate negli anni a seguito dei continui avvelenamenti non hanno apparentemente portato a nulla, nel senso che non è arrivata comunicazione di indagini chiuse e di sanzioni a carico di qualcuno, ai pescatori non resta che continuare a guardare agli evidenti tubi di scolo che finiscono nel canale provenienti da un gruppo di aziende che si trovano nelle immediate vicinanze del tratto interessato dalle morie.E inoltre, le società sportive interessate, che si sono riunite nelle ultime ore proprio per fare il punto della situazione, allargano il discorso. Sottolineando che il Naviglio Grande è un importante vaso irriguo, e che quindi i veleni che riceve finiscono inevitabilmente nei campi. «Non osiamo pensare cosa questi persistenti inquinamenti delle acque possano causare nel tempo a tutta la catena alimentare - commenta il presidente della società di pesca sportiva La Prevallese Ezio Mazzacani - che dalle acque del Naviglio ricava il proprio beneficio vitale».

lunedì 27 luglio 2009

Consigli per letture estive

Consigli per la lettura
Geopolitica dell’acquaMargherita Ciervo; Carocci Editore, 2009. L’acqua è alla base della vita del pianeta. E’, dunque, un bene comune o economico?L’acqua è la risorsa più abbondante sul nostro pianeta, eppure è sempre più scarsa. Perché?Qual è la relazione fra scarsità e sistema produttivo e stili di vita?Esiste una connessione fra la mancanza di accesso all’acqua potabile di circa un quarto della popolazione mondiale e il controllo delle fonti e dei servizi idrici da parte delle multinazionali? Quali sono le ragioni e gli effetti della privatizzazione? Quali le responsabilità dei governi?E’ un caso che i conflitti idrici aumentino in maniera esponenziale e che il nuovo millennio si sia aperto con “la guerra dell’acqua” di Cochabamba?Questo libro – frutto di un percorso scientifico e di impegno sociale di diversi anni – si propone di fornire spunti di riflessione a queste ed altre domande e, nell’ultimo capitolo, esplora i luoghi della resistenza alla mercificazione dell’acqua e i percorsi di ripubblicizzazione dei servizi idrici e anche dell’immaginario collettivo.
Ancora con l’acqua alla golaLa privatizzazione dei servizi idriciForum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Attac Italia; Quaderni del Granello di sabbia n. 06, 2007.
Attac Italia, in accordo con il Coordinamento Nazionale della Campagna per la ripubblicizzazione dell’acqua e con il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, ha deciso di editare questa nuova edizione del Quaderno del Granello di Sabbia, per creare uno strumento agile ma dettagliato e incisivo, che consenta a tutte/i, di aderire, consapevolmente informati, alla Campagna di raccolta firme, a sostegno della legge d’iniziativa popolare “PRINCIPI PER LA TUTELA, IL GOVERNO E LA GESTIONE PUBBLICA DELLE ACQUE E DISPOSIZIONI PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO”, svoltasi nei primi sei mesi del 2007, al cui termine ha visto più di 400.000 persone sottoscrivere la legge.
Acqua in movimento. Ripubblicizzare un bene comuneMarco Bersani; Edizioni Alegre, 2007.
Questo libro tematizza la complessità legata al problema dell’acqua, sia a livello locale che globale. L’autore affronta la crisi idrica planetaria e le politiche di privatizzazione portate avanti dalle corporations del settore e sostenute dalle grandi istituzioni internazionali (Fmi, Banca Mondiale, Wto), la storia della privatizzazione in Italia, le lotte e le mobilitazioni sociali che attraversano i continenti del sud del mondo. Per arrivare poi ad analizzare i percorsi di lotta nelle realtà territoriali del nostro paese, arrivando fino alla costituzione del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e alla campagna nazionale per una legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua.
Acqua. Argomenti per una battagliaEmilio Molinari; Edizioni Punto Rosso, 2007.
Questo libro di base vuole offrire gli argomenti per una conoscenza del “problema acqua oggi”. Inquinamento e usi irresponsabili stanno pesantemente intaccando l’acqua potabile, bene indispensabile ma esauribile e di cui già un miliardo e duecento milioni di persone sono prive sul pianeta. Non è più tempo di indifferenza, bisogna proteggere questo bene comune e renderlo accessibile a tutti.
Il mercante d’acquaFrancesco Gesualdi; Feltrinelli Editore, 2007.
Questo libro è contro la siccità. Contro la sete della terra. Contro i Mercanti d’acqua.Una storia, un racconto che con semplicità ricostruisce la parabola del “progresso” per lasciare intravedere una possibilità diversa di produrre e lavorare per il bene comune.
Acqua con giustizia e sobrietàFrancesco Gesualdi; Casa Editrice EMI, 2007.
Il testo fa parte della Collana "Acqua", ossia una serie di agili volumetti dedicati alla risorsa più preziosa del pianeta. In "Acqua con giustizia e sobrietà", l’autore affronta in otto capitoli il problema dello spreco, dell’inquinamento, dell’ingiusto monopolio di un bene che è un bene comune dell’umanità e indica i comportamenti per un utilizzo dell’acqua "giusto e sobrio".
Acqua e antropologiaSabrina Tonutti; Casa Editrice EMI, 2007.
Il testo fa parte della Collana "Acqua", ossia una serie di agili volumetti dedicati alla risorsa più preziosa del pianeta. In "Acqua e antropologia" l’autrice esplora la portata simbolica che l’acqua riveste in tutte le culture, tra mitologie e riti sacri e profani.
Acqua S.p.A. Dall’oro nero all’oro blu Giuseppe Altamore; Oscar Mondatori, 2006.
L’acqua è il petrolio del nuovo millennio: sarà per accaparrarsi questa risorsa sempre più preziosa che si scateneranno i conflitti nel prossimo futuro; sarà quella semplice molecola di ossigeno e idrogeno a determinare l’andamento delle borse, a condizionare l’attività industriale e finanziaria di un mondo che produce e consuma a ritmi sempre più frenetici.E tanto più la domanda d’acqua cresce, tanto più in fretta corre quel processo inarrestabili che in tutto il mondo va sostituendo l’equazione (almeno teorica) “acqua = diritto” con la più redditizia “acqua = bene di consumo”.
AcquaDavide Pelanda; Casa Editrice EMI, 2006.
Un breve testo che aiuta a mettere in relazione i valori simbolico-religiosi di questo elemento indispensabile alla vita, e gli attuali problemi del calo delle riserve d’acqua e delle guerre per l’“oro blu”.
Qualcuno vuol darcela a bere. Acqua minerale, uno scandalo sommersoGiuseppe Altamore; Fratelli Frilli Editori, 2005.
Questo libro spiega quali interessi hanno spinto l’industria dell’acqua minerale ad usare ogni mezzo per condizionare le scelte del Parlamento, fino a bloccare almeno due tentativi di riforma della normativa che regola il settore. Che cosa hanno da nascondere i produttori di acqua minerale? Che cosa hanno rischiato i consumatori che tuttora non possono sapere che cosa si nasconde nella bottiglia?
All’ombra di MefiteElena Pisano; Casa Editrice MC, 2005.
L’inquieta figura di Mefite - antica divinità italica che “sta nel mezzo”, a separare l’acqua fonte di vita dall’acqua messaggera di morte - rivendica una mitica attualità universale.Il Sud del mondo, dove siccità, inquinamento e malattie fanno parte della realtà, ricorda agli abitanti del Nord che la disponibilità di acqua buona e potabile è un privilegio a termine e che la penuria e l’abuso di un insostituibile bene comune sono inestricabilmente legati.
Ripubblicizzare l’acqua – Leggi e pratiche di democrazia da Nord a Sud del mondoAA.VV.; Casa Editrice MC, 2005.
Acqua riconsegnata ai cittadini e al territorio, quantità minima gratuita garantita per legge, ritorno alla tariffa: tutto questo è ancora possibile con gli strumenti della democrazia.Il libro vuole fornire uno strumento culturale e operativo non solo agli amministratori locali e ai movimenti alternativi, ma anche a tutti i cittadini.Quali sono gli effetti delle scelte politiche a favore del “privato” o del “pubblico? Come possono orientarsi sindaci e amministratori locali di fronte ad una legislazione tanto frammentata? Come possono i cittadini riprendere in mano il controllo di un servizio pubblico così essenziale?La questione dell’acqua viene qui affrontata passando dai sistemi sovranazionali di controllo della risorsa ai provvedimenti e alle scelte locali: ciò consente l’utilizzazione del manuale anche al di fuori della realtà italiana per coinvolgere amministratori e cittadini di tutti i paesi, e dell’Unione Europea in particolare.
I predoni dell’acquaAcquedotti, rubinetti, bottiglie: chi guadagna e chi perdeGiuseppe Altamore; Edizioni San Paolo, 2004.
Un lungo elenco di predoni sta saccheggiando le nostre risorse idriche: l’acqua ci costerà sempre di più. Le aziende che imbottigliano la minerale, che fanno già grandi affari, si apprestano a farne di ottimi. L’acqua sta diventando un bene sottoposto alle leggi di mercato come qualsiasi altro prodotto.In questo libro scoprirete: chi minaccia le vostre risorse idriche; quanto potete fidarvi dell’acqua del rubinetto; quante storie raccontano le multinazionali dell’acqua minerale. Ecco il manuale per conoscere davvero l’acqua che bevete.
Le guerre dell’acquaVandana Shiva; Feltrinelli Editore, 2003.
L’acqua è insufficiente in Israele, India, Cina, Bolivia, Canada, Messico, Ghana e Stati Uniti. Le guerre dell’acqua non sono più un prevedibile evento del futuro. Sono già in atto: veri e propri conflitti che si stanno verificando in ogni società. Che si tratti del Punjab o della Palestina, spesso la violenza politica nasce dalla competizione per appropriarsi delle scarse e vitali risorse idriche.
Storia dell’acqua. Mondi materiali e universi simboliciA cura di Vito Teti; Donzelli Editore, 2003.
Una storia dell’acqua, nei suoi aspetti biologici, materiali, sociali, religiosi e simbolici è destinata necessariamente a percorrere, traversandole, non solo le più svariate culture: l’acqua è essa stessa elemento trasversale, fluido, mutevole, multiforme, liquido, solido e gassoso che si riversa diversamente sulla terra, nella natura e nella storia.
L’acqua come cittadinanza attiva. Democrazia e educazione fra i Nord e i Sud del mondo R. Albarea, M. Moretuzzo, R. Petrella, P. Tomasin. A Topolini, F. Virgilio, D. Zoletto. EMI, 2003.
L’acqua è vita. L’acqua è il bene comune dell’umanità. Il diritto all’acqua è un diritto umano che i governi dovrebbero garantire attraverso scelte politico-sociali e non economicistiche. L’acqua è una risorsa insostituibile e come tale va trattata , regolata e amministrata praticamente, giuridicamente e costituzionalmente. Questo libro nasce dall’esperienza di un corso di formazione per insegnanti, educatori e operatori del mondo scolastico e non, dedicato al tema dell’educazione all’acqua come educazione alla cittadinanza attiva.
Acqua e comunità. Crisi Idrica e responsabilità sociale Colin Ward; Eleuthera Editrice, 2003.
L’acqua, risorsa primaria per l’esistenza umana, è un bene comune che appartiene a tutti. Tuttavia l’acqua va sempre più diventando una merce. Una merce controllata non dalle comunità locali ma dai poteri forti, economici e politici. Colin Ward analizza l’ineguale distribuzione dell’acqua su scala mondiale. Questo libro riafferma l’esigenza di un controllo locale e comunitario sull’acqua, presentando un approccio insieme radicale e pratico alle tematiche ambientali.
L’acqua nei codici. Quali diritti per un bene comune?Raccolta commentata di leggi, trattati, sentenze.Marco Manunta, Casa Editrice MC, 2003.
Per la prima volta, dopo un lungo lavoro di selezione, vengono raccolte in modo sistematico, coordinandole fra loro, le norme tratte da leggi internazionali e nazionali in tema di diritto all’acqua, di gestione del servizio idrico, di inquinamento e depurazione, di obblighi alla privatizzazione, di poteri degli enti locali e diritti dei cittadini. Vengono presentati anche ricorsi e provvedimenti amministrativi delle regioni italiane.Il tutto è reso accessibile anche per un pubblico non specialista grazie alle spiegazioni e commenti degli esperti che hanno curato la selezione.Un testo fondamentale per chi vuol capire gli interessi internazionali e nazionali che si muovono attorno a questa risorsa; una fonte indispensabile per gli amministratori che devono decidere le sorti della gestione del servizio idrico; una raccolta unica in Italia che offre un supporto a tutti i movimenti impegnati sul diritto all’acqua come bene comune.
Acqua bene comune dell’umanità Quaderni di Alternatives Sud. Edizioni Punto Rosso, 2002.
Il problema dell’acqua è ormai di centrale importanza per il futuro dell’umanità. La gestione delle risorse idriche si colloca sempre di più in un contesto globale di rapporti sociali ingiusti ed è fonte di conflitti nazionali e internazionali. Il testo affronta il tema dell’acqua dove è più urgente ed evidente, il Sud del mondo. E’ da questa prospettiva che la questione dell’acqua viene affrontata con diversi saggi che riguardano l’India, Paesi del Sahel, il Medioriente, Bangladesh, Lesotho, Kenia, Perù, Bolivia.
Geopolitica dell’acquaYves Lacoste;Casa Editrice MC, 2002.
L’acqua è una delle questioni al centro dell’attualità internazionale. Scarsità idrica, lotte tra stati confinanti o tra regioni diverse di uno stesso stato per la spartizione della portata dei fiumi o contro la costruzione di dighe, contese sulle risorse e le opere idrauliche, assumono oggi dimensioni preoccupanti, tanto che le “guerre dell’acqua”, a cominciare dal Medio Oriente, vengono ormai presentate come il maggior pericolo del terzo millennio. Un quadro assai discutibile, a parere di Yves Lacoste, secondo il quale non è possibile scindere la geopolitica dell’acqua dall’insieme delle complesse tensioni geopolitiche e sociali esistenti sul territorio. I casi presi in esame nei vari saggi, dal Medio Oriente alla Cina, dall’India alla Spagna al Pakistan, tutti drammaticamente attuali, lo dimostrano in concreto, mettendo in luce al contempo il mercato dell’acqua, ovvero gli enormi interessi economici per il suo controllo.
Il Manifesto dell’acqua. Il diritto alla vita per tuttiRiccardo Petrella; Edizioni Gruppo Abele, 2001.
Oggi oltre un miliardo e mezzo di persone non hanno accesso all’acqua potabile, nel 2020 saranno più di tre miliardi. E’ un’utopia pensare che tutti nel mondo potranno disporre dell’acqua fra vent’anni? Quali sono le soluzioni percorribili? E’ giusto privatizzare e lasciare al mercato il compito di risolvere il problema?Un’alternativa esiste, ed è quella che viene proposta dal Manifesto dell’acqu. L’acqua non deve diventare il petrolio di domani.
Fuori i mercanti dall’acquaMarco Manunta, MC Editrice, 2001.
Cancellata dalla cultura, l’acqua è stata iscritta nel libro del commercio mondiale. Dispensa profitti alle imprese che la captano, la conducono, la depurano e a chi investe in borsa sulle società interessate. Anche l’Italia, passo dopo passo, sta offrendo al business privato la gestione dei servizi idrici e l’utilizzo delle stesse fonti e sorgenti.Come si è arrivati a sottrarre il bene acqua alla disponibilità collettiva, a escluderlo dal patrimonio pubblico, sovvertendo principi e consuetudini millenari? Il diritto, spiega Marco Manunta, è indispensabile alla operazione: solo mutando la destinazione giuridica dei beni pubblici, le risorse collettive possono diventare appropriabili e commerciabili. E il lavoro dell’autore è una paziente e puntuale analisi e denuncia di questa “mutazione”. Leggi e trattati internazionali, dal WTO al GATS alla Carta dei diritti dell’Unione Europea, fino alle norme nazionali in materia, spogliati dalla retorica e dal tecnicismo giuridico, si disvelano nella loro effettiva portata e nelle conseguenze pratiche sulla vita di tutti noi.
Storia sociale dell’acqua. Riti e culturePaolo Sorcinelli; Edizioni Bruno Mondatori, 1998.
L’acqua, elemento primario della vita, entrando in contatto con l’uomo assume mille facce e si impregna di mille significati. Diventa lo specchio delle paure e delle speranze, della ricchezza, della salute e delle malattie, del divertimento e del dolore degli esseri umani. Ricostruendo questo rapporto (attraverso fonti documentarie spesso marginali, opere letterarie, quadri e illustrazioni), Sorcinelli ripercorre la storia del rapporto tra l’uomo e l’acqua: una griglia di lettura originale, tramite la quale attraversare la storia sociale, la storia della nostra cultura e della nostra mentalità.
L’acqua. Nuovo obiettivo strategico mondialeJacques Sironneau; Asterios Editore, 1997.
L’acqua è una risorsa vitale ripartita in modo ineguale sul nostro pianeta. La rapida crescita demografica in alcune zone aride, l’incremento dei consumi, i pericolosi nazionalismi possono accentuare il carattere vitale dell’acqua, soprattutto se questi fattori sono concomitanti. L’acqua diventa un fattore economico determinante e quindi un obiettivo della politica nazionale e internazionale.
H2O e le acque dell’oblioIvan Illich; Macro Edizioni, 1988.
Un libro dove si dimostra storicamente come l’acqua, da sostanza inesauribile che alimentava il corpo insieme allo spirito e all’immaginazione, è divenuta una formula inquinata di chimica industriale, dalla cui depurazione dipende la sopravvivenza umana. Si tratta di un’inchiesta sul mutamento delle nostre percezioni dello spazio urbano e delle acque che lo ripuliscono.

mercoledì 15 luglio 2009

Il ritorno al nucleare in Italia

Di seguito un articolo sul ritorno del nucleare in Italia. Le società di servizi pubblici si butteranno sul nucleare, cosa ha a che vedere ciò con la missioni delle ex municipalizzate??? Leggete di seguito...
SVILUPPO, VIA AL NUCLEARE. FEDERUTILITY: “CI SARANNO ANCHE LE NOSTRE”
Via libera dalla Camera al Ddl sviluppo. Con 254 voti a favore, 205 contrari e 25 astenuti Montecitorio ha licenziato che tra òle altre cose reintroduce il nucleare in Italia. Nel provvedimento trovano spazio la Robin tax al 6,5%, l'implementazione del fondo per la social card con i proventi delle multe dell'Antitrust. Con la disciplina delle reti d'impresa il provvedimento mira a favorire l'integrazione e la competitività delle piccole aziende attraverso nuovi modelli di aggregazione che prevedono agevolazioni fiscali, finanziarie e amministrative e che prescindono dai tradizionali vincoli territoriali dei distretti. Nel provvedimento anche l'avvio del nucleare. Il governo é delegato ad adottare entro sei mesi dall'approvazione della legge uno o più decreti delegati sui criteri per la localizzazione sul territorio nazionale delle centrali per la produzione di energia elettrica nucleare e dei siti per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi. Viene fra le altre istituita l'Agenzia nazionale per la sicurezza nucleare, composta dal presidente e da quattro membri, nominati dal Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio.Soddisfatto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. È «un provvedimento storico, che contiene riforme fondamentali per la modernizzazione del Paese e del sistema produttivo ed è un contributo importante al superamento della crisi e al riavvio della “Le aziende di servizi pubblici locali avranno un ruolo importante nello sviluppo dell’energia nucleare”. Lo ha dichiarato Roberto Bazzano, presidente di Federutility, commentando il voto sul Ddl sviluppo. “L’Italia ha scelto questa strada - continua Bazzano - e noi saremo in questa partita come lo siamo stati per le energie rinnovabili, il teleriscaldamento, il fotovoltaico, le altre energie alternative e il risparmio energetico. Oltre a rappresentare un ruolo di garanzia per la pluralità nel mercato energetico attuale, le ex-municipalizzate assicurano da sempre la continuità del servizio energetico ed ambientale sul territorio. Continueranno a farlo anche per l‘energia prodotta tramite centrali nucleari, adottando modelli di partecipazione che si stanno consolidando nel Nord Europa”.In relazione alle successive tappe - dall’individuazione dei siti di costruzione, allo sviluppo della rete, fino allo stoccaggio delle scorie - la Federutility mantiene una posizione cauta: “Adesso occorrono tempi e procedure certe, attraverso i decreti delegati. Ci saranno problemi complessi da affrontare in ogni segmento della filiera ed ingenti costi. Le nostre aziende possono essere fondamentali fin da subito, facendo valere quasi un secolo di know how e di conoscenza capillare del territorio”.“L'Italia ha compiuto una scelta storica”. Questo il commento dell'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti, all'approvazione definitiva dal parlamento del Ddl Sviluppo. ''Il ritorno del nucleare in Italia - ha dichiarato Conti - e' un'opportunita' strategica per ricostruire la filiera scientifica, tecnologica e industriale indispensabile per stabilizzare i costi di generazione di energia elettrica, ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime e combattere contro il cambiament

mercoledì 8 luglio 2009

Riflessioni sul caso San Felice del Benaco

Caso San Felice: un'occasione di riflessione sul processo di privatizzazione dell'acqua

Il recente caso dell'avvelenamento dell'Acqua a San Felice è un episodio emblematico che ci deve far riflettere sull'attuale gestione dell'acqua potabile della provincia così come dell'intera nazione.
L'ente che ha autorità sulla gestione del Sii (Servizio Idrico Integrato), è l'ATO, Autorità d'Ambito Ottimale. Lo stesso è suddiviso in tre sotto ambiti: Brescia con le Valli Sabbia e Trompia e la pianura, Il Garda e Brescia Ovest. L'ATO ha conferito mandato, a tre diverse società, della gestione del SII. Tali sottoambiti sono gestiti rispettivamente da A2A, Garda Uno e Aob2.
Il gestore per l'area del Garda e dunque anche per San Felice, è Garda Uno, Società per azioni i cui soci sono le diverse amministrazioni comunali che insistono sull'area. Garda Uno è una piccola multi-utility cioè una società che gestisce contemporaneamente più servizi, impegnandosi, in particolare, nella gestione dei servizi idrici e nella gestione della raccolta dei rifiuti, una piccola A2A per rendere l'idea. Garda Uno dunque è una società per azioni ed i singoli soci sono enti pubblici pur tuttavia, anche a fronte della possibile e totale connotazione pubblica del capitale di una Società per azioni, è opportuno chiarire come opera questo tipo di società[1]:
1. scopo di una società per azioni (S.P.A.) è di trasformare i beni trasferiti dai soci in una efficiente organizzazione imprenditoriale pertanto è interesse sociale, sotto tale aspetto, l'interesse ad aumentare il volume della produzione, la conquista di nuovi mercati, l'accrescimento della potenza economica della società;
2. è interesse sociale la massimizzazione del profitto è cioè che l' impresa sociale produca i maggior utili possibili e che tali utili si trasformino nella misura più alta possibile in dividendi da distribuirsi tra i soci;
3. la regola base dell'ordinamento della società per azioni è il principio maggioritario. I soci cioè deliberano a maggioranza di voti e le deliberazioni prese dalla maggioranza vincolano tutti i soci ancorché dissenzienti o assenti;
4. il principio maggioritario di cui sopra vale non per il numero dei soci ma per maggioranza del numero di azioni detenuto. Contrariamente dunque alle assemblee politiche, ove vale il principio della maggioranza di numero perciò vige un principio democratico, nelle assemblee societarie vale il principio plutocratico, che è alla base del sistema capitalistico ovvero il controllo della ricchezza (della società) dipende dalla propria ricchezza.

Un amministrazione comunale nella gestione di tutte le sue attività non punta alla massimizzazione degli utili ma bensì è obbligato al pareggio di bilancio o meglio, per esemplificare, se un utile viene creato nella gestione del ciclo dei rifiuti tale utile dovrà essere impiegato per migliorare un servizio mensa di una scuola.
Un’amministrazione comunale non ha soci che pretendono e abbiano diritto a dividendi. Una amministrazione comunale non ha CDA da retribuire, ancorché abbia amministratori da ricompensare.
Un’amministrazione comunale soprattutto non è sul mercato, non può essere acquisita da altre amministrazioni comunali e la ricchezza prodotta attraverso i tributi dei cittadini rimane di proprietà dell'intera comunità.
Oggi Garda Uno è una società controllata da diversi enti pubblici, ma come è già accaduto con ASM, che è stata acquisita da AEM attraverso una fusione, dando vita ad A2A, in un prossimo futuro la stessa Garda Uno potrebbe fondersi con una delle tante ex-municipalizzate che sono “in giro per l'Italia“ a fare acquisizioni. Così come “sono in giro per l'Italia” anche le grandi multinazionali che operano nel settore delle utilities quali Edf-Suez o Veolia che tanti danni hanno creato nel Lazio ( con Acqua latina) Latina od in Toscana. E così, la nostra acqua di San Felice un giorno, potrebbe essere gestita da una multinazionale francese che ci metterebbe a disposizione, per ogni evenienza, un efficientissimo call center con sede a Canicattì, in cui un operatore, naturalmente interinale, ci risponderebbe cortesemente che per la nostra perdita di acqua dovremmo attendere il tecnico, interinale pure lui, che sta terminando di riparare una perdita a chilometri da noi. Qualche anno fa quanto ciò accadeva, ci si recava in comune per protestare all'ufficio preposto. A quel punto un tecnico, che rispondeva al sindaco, che rendeva conto ai suoi cittadini, accorreva a riparare la perdita (magari “non slogandosi le caviglie per la fretta!” ma arrivava).
Rivogliamo l'acqua del Sindaco(!) ancorché gestita attraverso un’azienda speciale, non una SPA, che sfruttando le opportune economie di scala dei diversi comuni sia in grado di fare gli investimenti adeguati a supportare le reti idriche, per riparare le perdite ( oggi ammontano al 40%), per realizzare le fogne e garantire che queste non creino inquinamento delle reti idriche, che gestiscano il Servizio Idrico Integrato con la qualità che i comuni sono in grado di garantire. Con la partecipazione dei lavoratori i primi interessati alla qualità del loro lavoro perché loro stessi componenti della comunità in cui operano.
Quanto riportato ci deve far riflettere poiché deve essere ben chiaro a tutti che la gestione di Garda Uno è una gestione privata di un servizio pubblico e come tale Garda Uno è la sola responsabile dei processi che sottendono la distribuzione dell'acqua potabile. E’ scandaloso che Garda Uno non abbia ancora chiarito quali siano state le cause originarie dell'avvelenamento dell'acqua di San Felice così come la scarsa trasparenza e le carenti comunicazioni su questo tema. Non dimentichiamo che ancora in piena emergenza, la Spa continuava a sostenere la piena potabilità dell’acqua e invitava a ricercare altrove le possibili cause dell’epidemia di gastroenterite che stava colpendo gli abitanti del comune[2].
Si rendono necessari, quindi, chiarimenti, che il Sindaco di San Felice, quale massima autorità sanitaria del comune, e con lui tutti i cittadini hanno diritto di pretendere con ogni forza. E ancor più tutte le realtà economiche che da questa (piccola) “catastrofe” hanno avuto una danno economico enorme, tanto da cancellare, dal punto di vista turistico, la bella località gardesana dalle destinazioni di molti operatori italiani e stranieri.
In gioco c’è la credibilità degli affidamenti ad aziende di servizio spa (S. Felice è stato tra gli ultimi comuni della Valtenesi ad affidare la gestione dei propri servizi a Gardauno) ma anche la credibilità di tante campagne per l’acqua pubblica che proprio nel comune rivierasco avevano raggiunto importanti risultati in termini di graduale limitazione in scuole e ristoranti del ricorso all’acqua minerale in bottiglia. Sull’emergenza a S. Felice non solo l’indagine aperta da Procura e Nas deve fare il suo corso, ma serve un’assunzione di responsabilità anche a un altro livello, che chiami in causa modalità e trasparenza dei controlli sull’acqua pubblica mettendo in discussione l’ambiguo rapporto tra enti locali e Aziende di servizio Spa (anche a capitale intermente pubblico). Recenti esperienze internazionali ci dicono che tutto ciò è possibile. La privatizzazione dell'acqua è nata in Francia a metà del XIX° secolo. Nel 2010 l'acqua dell'acquedotto di Parigi, che si spartivano Edf-Suez e Veolia, ritornerà pubblica.
Il Sindaco di Parigi ha garantito che darà un'acqua migliore, ad un costo inferiore a tutti i Parigini: meditate gente, meditate!
[1] Si veda Galgano F., Le società per azioni, Zanichelli, Bologna, 1978.
[2] Si vedano gli articoli di Bresciaoggi e Il Giornale di Brescia del 23 giugno. Ancora oggi (2 luglio 2009) il sito ufficiale di Gardauno Spa non riporta alcuna nota in merito alle cause dell’accaduto.