Note a margine degli articoli
A2A E EDF, SCELTI GLI ADVISOR PER IL RIASSETTO DI EDISON
A2A ed Edf hanno scelto la coppia di advisor che si occuperà del riassetto azionario di Edison: Mediobanca e Morgan Stanley. Il gruppo presieduto da Giuliano Zuccoli ha selezionato nei giorni scorsi le due banche per essere assistita nelle negoziazioni in vista della scadenza del patto della società di Foro Bonaparte. Edf, dal canto suo, ha scelto Boston Consulting Group e la banca d’affari Lazard. ( NdE ricordo che Edison insieme a Bechtel sono stati scacciati dalla rivolta popolare a Cochabamba )
MARCEGAGLIA: “LE LIBERALIZZAZIONI SONO LA STRADA DA SEGUIRE”
"Credo che l'accesso dei privati nella gestione dell'acqua con regole ben chiare sia la strada da seguire. Non e' rimanendo cosi' che si risolvono i problemi ma con una liberalizzazione regolata a tutela del cittadino". E' il leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine dell'incontro alla Scuola di polizia tributaria, alla presenza del comandante generale della Guardia di finanza, il generale di corpo d'armata Cosimo D'Arrigo, a commentare il decreto sulla liberalizzazione dei servizi pubblici, tra cui quello idrico. "La situazione, per come e' gestita oggi la risorsa idrica, non e' buona. Le perdite e le inefficenze sono drammatiche e il 60% dell'acqua viene perso per tubature rotte", aggiunge ribadendo come in generale al riforma dei servizi pubblici locali "e' un passo avanti". "E' questo, infatti, un tema essenziale nel nostro paese. Noi avremmo chiesto passi ancora piu' forti perche' ci sono potenzialita' di crescita importanti mentre fino ad oggi ci sono stati di fatto monopoli pubblici con scarsi livelli di qualita', scarsi livelli di efficienza, e, alla fine, tariffe piu' alte per imprese e cittadini", conclude. ( NdE Per far vedere che il pubblico non funziona si riportano dei dati esagerati. Il COVIRI riporta una perdita media intorno al 37% comunque molto alto )
SICILIA, SINDACI E COMITATI CONTRO LA RIFORMA DEI SPL
Un sit-in davanti alla sede della regione Siciliana, armati di pistole ad acqua, sindaci, assessori e consiglieri di cento comuni siciliani hanno protestato nei giorni scorsi contro quella che definiscono la privatizzazione del sistema idrico. I manifestanti hanno chiesto ai capigruppo l´impegno per una legge per il ritorno alla gestione pubblica. Dicono i sindaci: «Presenteremo anche un disegno di legge di iniziativa popolare. Ci serve l´approvazione di 40 Consigli comunali». Nel sit-in sotto le finestre dell´Ars, il popolo del «no» all´acqua privata ha chiesto intanto che venga accelerata la trattazione del disegno di legge già depositato al parlamento regionale per il ritorno alla gestione pubblica dell´acqua. I sindaci hanno chiesto anche ai capigruppo l´approvazione di due ordini del giorno: il primo per la sospensione delle procedure di commissariamento per la consegna delle reti, il secondo per chiedere al governo di ricorrere contro l´articolo 15 del decreto Ronchi. «La Regione faccia valere l´autonomia legislativa, di fronte alla devastante norma approvata dal parlamento nazionale che spiana la strada alla privatizzazione dell´acqua anche in Italia», hanno insistito i sindaci. Obiettivo dei primi cittadini è ora la presentazione di un disegno di legge di iniziativa popolare all´Ars. Il 4 dicembre i consigli comunali delle amministrazioni contrarie alla privatizzazione si riuniranno in contemporanea per lanciare l´iniziativa. «Vogliamo fare arrivare in parlamento - spiega Rosario Gallo, sindaco di Palma di Montechiaro - un testo forte, supportato da una decisa e chiara volontà popolare. Serve l´approvazione di 40 consigli comunali che rappresentino una popolazione di 400 mila persone. Ma intendiamo avviare anche la raccolta di firme, e arrivare alle 10 mila adesioni occorrenti». Nei 50 comuni "ribelli" che si oppongono alla consegna delle reti ai soggetti gestori, si moltiplicano gli appelli alla resistenza. «Se arriva un commissario da noi per chiedere la consegna delle reti idriche non lo faremo entrare, a costo di incatenarci alle porta del municipio», annuncia Antonina Marchese, rappresentante del comitato cittadino di Menfi. In tanti comuni la gente è pronta alla difesa dell´acqua in quanto «bene pubblico». «Portiamo avanti questa battaglia perché ce lo chiedono i cittadini. Nei comuni dove il servizio è già privatizzato la realtà è sconfortante - osserva il sindaco di Menfi Michele Botta - Le tariffe sono aumentare e i servizi sono peggiorati. Se c´è un guasto si interviene dopo 10 o 15 giorni». L´Arra, l´agenzia per l´acqua e i rifiuti, è pronta a mandare lettere di diffida ai sedici comuni agrigentini, ai venti palermitani e ai quattordici del catanese che si rifiutano di consegnare gli impianti. Ai capigruppo dell´Ars Francesco Musotto (Mpa), Giulia Adamo (Gruppo Sicilia), Antonello Cracolici (Pd), Rudi Maira (Udc), Innocenzo Leontini (Pdl) è stato chiesto di impugnare l´articolo 15 del decreto Ronchi. I parlamentari si sono detti disponibili a un confronto sul disegno di legge per il ritorno alla gestione pubblica delle reti. «La legge Galli di riforma delle risorse idriche in Sicilia è stata applicata in maniera distorta», è anche il parere del segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo, che chiede che la Regione rivendichi l´autonomia in materia di risorse idriche.
ENTRO IL 2011 ACQUA GASATA DAI RUBINETTI DEI PARIGINI
Presto i parigini potranno servirsi di acqua minerale gassata dai rubinetti delle loro cucine. “Entro il 2011 vorremmo portare l’acqua gassata negli appartamenti” di Parigi, spiega Eau de Paris, la società per le acque della capitale francese, citata dal quotidiano “Le Parisien”. Intanto, già dall’inizio dell’anno prossimo saranno sistemate nuove fontanelle e punti d’acqua potabile negli spazi pubblici della città, tra cui un primo distributore di acqua minerale gassata. “Proprio come le fontane pubbliche in Italia - spiega il quotidiano francese - la società per le acque di Parigi sistemerà nel parco delle Buttes-Chaumont, nel diciannovesimo arrondissement, una “casa dell’acqua”, dalla quale sarà possibile servirsi di acqua potabile refrigerata ma anche di acqua minerale gassata, che però costerà 20 centesimi al litro. Dall’inizio dell’anno prossimo, i parigini potranno anche chiedere una diagnosi della rete interna del proprio edificio, per scoprire le quantità di calcio, piombo o nitrati presenti nelle tubature. Questi controlli saranno fatturati tra i 25 e i 60 euro. Un nuovo sito internet consentirà inoltre all’abbonato di controllare meglio i suoi consumi di acqua. ( NdE Qui si esagera! Ma com'è che a Parigi ripubblicizzano ed in Italia privatizzano. Non è la Comunità europea che obbliga a privatizzare l'acqua? )
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