lunedì 18 maggio 2009

Intervento di Marco Bersani di Attac Italia su Acqua e spa.

Provo ad intervenire nella discussione su SpA "in house" etc., peraltro ricordando come il Forum dei Movimenti per l'Acqua abbia da tempo affrontato la questione, decidendo non a caso di inserire nella proposta di legge la fine delle SpA a qualsiasi titolo, perchè, in quanto enti di diritto privato costituiti allo scopo di massimizzare i dividendi per gli azionisti (così recita il Codice Civile)comportano in ogni caso la mercificazione del bene acqua. Per come la vedo io, la questione "se la gestione pubblica non funziona, allora faccio la SpA" equivale a dire "siccome l'ordine pubblico non funziona, lo affido ai rapinatori". Ovvero l'alternativa è malposta perchè un servizio gestito dal "pubblico" può funzionare bene o funzionare male (e quindi va fatto funzionare), un servizio gestito da una SpA smette, in sè, di essere servizio pubblico, perchè diventa attività finalizzata alla redditività. Non vale nemmeno la questione che se una SpA a totale capitale pubblico fa i profitti va bene perchè tanto i suoi azionisti sono gli enti pubblici. Un conto è, difatti, che un servizio gestito dal pubblico sia efficace socialmente ed economicamente da avere, tra gli effetti collaterali, la possibilità di essere in attivo, altra cosa è un servizio che ha come obiettivo primario la massimizzazione dei profitti. E la SpA è questo. Al punto che, ad esempio, una SpA che promuovesse il risparmio idrico si troverebbe in contrasto con la propria ragione sociale. Detto questo, in una situazione politica come quella attuale, di forte scontro sulla gestione dell'acqua, con da una parte le nostre lotte e la nostra campagna per la ripubblicizzazione e dall'altra i poteri forti trasversali che spingono per accelerare le privatizzazioni, il fatto che l'ATO di Lucca abbia deciso l'affidamento a SpA a totale capitale pubblico, lo considero un passo positivo, a patto che ovviamente non ci accontentiamo e spingiamo perchè si creino le condizioni per la totale ripubblicizzazione dell'acqua. Peraltro, con il buon Meconi, anch'io sostengo che gli Enti Locali possono da subito gestire il servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico, non ricorrendo ad SpA (ma ci vuole pane e coraggio e non mi sembra che abbondi nelle istituzioni). Da ultimo : la Romagna (da Modena a Rimini tutta compresa e con l'aggiunta di Pesaro nelle Marche) è gestita da Hera, multiutiliy che si occupa di acqua, rifiuti ed energia, che è mista pubblico-privato e che è quotata in Borsa. Lo stereotipo del suo buon funzionamento deriva soprattutto da decenni di gestione municipalizzata. Da quando è diventata SpA e collocata in Borsa, direi che il mito sta progressivamente scemando (chiedere ai lavoratori per credere).

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